Nella notte, intorno all’1:30, un grattacielo di Londra è stato avvolto dalle fiamme per causa ancora ignote e i vigili del fuoco sono ancora al lavoro per domare gli ultimi focolai rimasti attivi, mentre si teme che l’intera struttura possa crollare da un momento all’altro. I danni all’edificio sono molto ingenti e la struttura portante è ormai seriamente compromessa; le fiamme hanno avvolto tutto in pochissimo tempo e il fumo nero, denso e acre sta creando problemi respiratori ed intossicazioni in tutta la zona di North Kensington.

La Grenfell Tower, così si chiamava l’edificio colpito, ha ben ventisette piani ed ospita al suo interno vari appartamenti, forse 120, in cui  vivono circa 300 persone, anche moltissimi bambini e sono proprio i più piccoli a cui viene data la priorità in caso di emergenza. Testimoni oculari dell’incendio dicono di avere visto alcuni minori gettati dalla finestra dai genitori in un estremo tentativo di salvarli, ma al momento questa notizia non è stata confermata. Per ora si parla di almeno cinquanta feriti ma si teme che il bilancio possa aggravarsi perché altre persone sarebbero ancora intrappolate nell’edificio reso pericolante dalle fiamme.

Tamara, giovane donna residente nel grattacielo dice di essere stata tra i primi ad accorgersi delle fiamme alte e ad uscire di casa; ha raccontato alla BBC le scene infernali che ha visto: “Si sentiva gente gridare: aiutatemi, aiutatemi. E gente che lanciava i propri bambini urlando, ‘Salvate i miei figli’, nonostante i pompieri dicessero di stare fermi e che sarebbe arrivati loro a prenderli”. Un’altra ragazza ha raccontato a Sky News di avere visto con i suoi occhi una giovane madre lanciarsi nel vuoto con i braccio i suoi due figli piccoli, una scena davvero orribile.

“Sono state le grida della gente a salvarmi, non l’allarme anti-incendio, che non ha funzionato”, ha detto Paul Munakr, residente nell’edificio ed è scoppiata la polemica sul perché il sistema anti incendio non abbia rilevato le fiamme.

 

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