Sembrerebbe non esserci speranza per i passeggeri dell’aereo A321 precipitato al suolo oggi, nella provincia del Sinai.

Lo comunica sia la compagnia aerea, Metrojet-Kdavia sia il Governo egiziano. L’aereo trasportava 224 persone, di cui 17 bambini. Sarebbero tutti morti all’impatto, data la velocità con cui l’aereo si è schiantato a terra. Il volo avrebbe dovuto percorrere la tratta Sharm El Sheik – San Pietroburgo, ed era decollato alle 6.51 del mattino.

I soccorritori hanno tirato fuori dalle macerie solo 100 cadaveri, per il recupero delle altre salme la situazione diventa più difficile,visto che parte del velivolo è andata completamente distrutta.

L’aereo è scomparso dai radar alle 7.15 e da quel momento, fino allo schianto al suolo, non si è saputo più nulla. Nella mattinata, però, è arrivata la notizia di una rivendicazione da parte dell’ISIS, che avrebbe fatto circolare un video nel web, nel quale si dichiarava la causa del disastro aereo appena avvenuto. A dare manforte ha queste rivendicazioni ci ha pensato la provincia ISIS in Sinai scrivendo sul famoso social network Twitter un messaggio inequivocabile: ” Voi russi e i vostri alleati non sarete mai più sicuri sui cieli dei Paesi musulmani”.

L’allarme terrorismo, però, è rientrato quasi subito, smentito direttamente dal Governo egiziano e dalle autorità russe. Secondo gli ultimi dati, l’aereo si trovava ad un’altezza tale da non poter essere colpito dai terroristi a terra ed inoltre il pilota aveva lanciato un SOS prima di sparire dai radar, nel quale dichiarava di aver avuto un guasto tecnico e di provare un atterraggio di emergenza.

La Russia ha, ovviamente, aperto un’inchiesta investigativa e le autorità egiziane si sono messe a completa disposizione, recuperando quasi subito dalle macerie una delle scatole nere dell’aereo. Cosa sia successo realmente ancora è un vero mistero. Anche se non è possibile cancellare del tutto l’ipotesi terrorista, d’altronde finora l’ISIS non si è mai fatto carico di eventi in cui non era davvero coinvolto.

Cosa ne pensi? Lascia un commento