Eccoci giunti alla quarta ed ultima parte del percorso alla scoperta dell’omeopatia.

Nel corso dei diversi articoli abbiamo scoperto cos’è e come è nata l’omeopatia, come viene preparato un rimedio omeopatico, perchè l’omeopatia sembra funzionare e cosa è l’effetto placebo.

 

Stavolta vediamo di parlare degli effetti collaterali dell’omeopatia, della posologia di questi “farmaci”, dei costi e del business omeopatico.

 

Gli effetti collaterali finti

Probabilmente, se vi siete rivolti ad un medico per ottenere un rimedio omeopatico, vi sarà stato detto che potevate assumere il prodotto senza rischi, in quanto gli effetti collaterali sono pochi e sono lievi e ben tollerati dall’organismo. Una frase, questa, che fa certamente gioire il paziente, che pensa di eliminare ogni possibile lato negativo in favore di una guarigione sicura.

 

Acquistando un rimedio omeopatico e leggendone il foglietto illustrativo, però, la prima cosa che salta all’occhio sono le innumerevoli regole per l’assunzione del prodotto.  I granuli vanno rigorosamente tenuti sotto la lingua fino alla completa dissoluzione, non vanno toccati con le mani, devono essere assunti lontano dai pasti, alcune sostanze possono inibire l’assorbimento del farmaco, niente caffè, niente sigarette… Addirittura alcuni omeopati sconsigliano l’uso, in concomitanza con la cura, di cosmetici o dentifricio. E ovviamente è importante affidarsi completamente al medico e seguirne scrupolosamente le indicazioni.

 

Ma quanto c’è di vero in tutte queste parole? Ve lo dico io, niente.

 

I rimedi omeopatici non hanno effetti collaterali diretti, in quanto dentro non c’è assolutamente nulla. Lo avevamo visto nei precedenti articoli, a causa delle diluizioni all’interno dei granuli omeopatici non si trova più traccia della sostanza originale. Assumerli equivale ad assumere zucchero. Quindi, a meno che non assumiate tanti granuli da portarvi sull’orlo di una grave obesità, non c’è alcun rischio. Lo stesso vale per creme e lozioni, a cui si deve stare attenti solo se si è allergici ad uno dei componenti base.

Per quanto riguarda la posologia, anche in questo caso si tratta di indicazioni insensate. Nessuna sostanza può interagire con il rimedio omeopatico, perchè il rimedio omeopatico è semplice acqua. Quindi tranquilli, il dentifricio lo potete usare e non dovete rinunciare al quotidiano caffè.

 

Ma allora perchè sui foglietti illustrativi sono indicate tutte queste rigide regole?

 

Una parvenza di serietà

Ogni qual volta mi ritrovo a leggere le indicazioni per l’assunzione dei prodotti omeopatici, mi viene in mente uno dei tanti “riti” che eseguivano le nostre nonne.

 

Ad esempio… Prendi una rosa e lasciala completamente immersa in acqua per tutto il giorno. Alla sera prendila, mettila sotto il cuscino e dormici sopra per tre notti. Alla mattina del terzo giorno l’uomo che ami ricambierà il sentimento. E guai a non seguire scrupolosamente queste indicazioni, pena l’annullamento del rito magico.

 

Il motivo per cui per l’assunzione dell’omeopatia si devono seguire tante regole è proprio quello di far credere al paziente che si tratta di un rimedio reale ed efficace, esattamente come un vero farmaco. Insomma, delle indicazioni che sembrano scientifiche hanno il potere di influenzare il paziente, che così acquista fiducia nell’omeopatia.

La cosa, naturalmente, vale anche per la preparazione. Anche se ad oggi i rimedi omeopatici non vengono più prodotti a mano, ma vengono utilizzati appositi macchinari, il sistema è sempre lo stesso, seguito alla lettera. E guai se non fosse così, pena il mancato funzionamento del “rito”.

 

Ma possiamo davvero pensare che una rosa sotto il cuscino abbia il potere di far innamorare qualcuno? Anche se il rito è scrupoloso, addirittura quasi scientifico, e sembra avere qualche fondamento, sappiamo che non è così.

 

Gli effetti collaterali veri

Ebbene sì, non ci sono solo lati positivi nell’omeopatia. D’altronde, c’è un motivo per cui l’OMS sconsiglia da sempre l’uso di questi rimedi.

 

L’effetto collaterale indiretto più grave è quello legato all’abbandono delle medicine tradizionali in favore dell’omeopatia. Certo, se stiamo provando a curare un raffreddore, non importa se scegliamo di curarci con qualche aspirina, con l’omeopatia o con il brodo di pollo. Ma che succede se la patologia da affrontare è il diabete? Oppure, davvero curare l’epatite C con dei granuli omeopatici è la cosa giusta?

 

Abbandonare le terapie convenzionali in favore dell’omeopatia è la cosa più sbagliata che si possa fare. Lo abbiamo visto già precedentemente, nell’omeopatia non c’è niente, nessun principio attivo, niente che abbia poteri curativi. E l’effetto placebo può funzionare solo entro un certo limite. Vogliamo veramente correre questo rischio?

 

I costi dell’omeopatia

Il secondo effetto collaterale, meno grave ma certamente degno di nota, è legato all’esorbitante costo dell’omeopatia e alle spese necessarie per seguire questo tipo di cure. Naturalmente, i sostenitori della pratica omeopatica affermano che, a lungo termine, queste terapie sono più economiche rispetto a quelle tradizionali. È davvero così?

 

I granuli omeopatici di Oscillococcinum, che, stando a quanto dice la confezione, contengono solo saccarosio e lattosio, costano, nel migliore dei casi, circa 9 euro. Questo significa che si stanno pagando delle palline di zucchero a 1500 euro al chilo. Andando al supermercato con 1500 euro vi regalano pure la fabbrica che produce lo zucchero.

 

Uno spray nasale omeopatico da 20 ml, che contiene solo soluzione isotonica salina, ovvero semplice acqua fisiologica, costa, come prezzo più basso, circa 11 euro. Facendo un rapido calcolo, il costo è di 550 euro al litro. In farmacia la soluzione fisiologica ha prezzi variabili, ma, in generale, costa intorno a 2 o 3 euro per litro.

 

Una crema omeopatica contiene solo eccipienti che servono a raggiungere la giusta consistenza, generalmente il più gettonato è la vaselina bianca. Le pomate vengono vendute a prezzi che variano dagli 8 ai 12 euro per 30 o 40 grammi di prodotto. La stessa quantità di vasellina in farmacia costa intorno ai 2 euro, ovvero 5 volte di meno.

 

Alla faccia del risparmio…

Considerato poi che i principi attivi sono inesistenti, non solo si stanno pagando profumatamente delle sostanze di per sé economiche, non si ha neppure la certezza di una guarigione. Se proprio si vuole puntare tutto sull’effetto placebo, ci sono prodotti che costano molto meno.

 

Il business dell’omeopatia

Ma naturalmente non basta andare in farmacia e prendere i granuli di Apis Mellifica per essere a posto. È assolutamente necessario farsi prima visitare da un omeopata per valutare qual è il rimedio più adatto al paziente. Considerato che i granuli omeopatici, dato che non contengono nessun principio attivo, sono assolutamente indistinguibili gli uni dagli altri (lo ripeto nuovamente, se non credete alle mie parole portate i granuli in un laboratorio di analisi e verificate), e prendere Nux Vomica equivale a prendere Belladonna, non ci è dato sapere a cosa serva un consulto medico.

 

Naturalmente la visita non è certo gratuita: i prezzi di una seduta da un omeopata variano dai 50 ai 150 euro. Soldi spesi per sentirsi dire che una pallina di zucchero è meglio di un’altra, assolutamente identica. In aggiunta, alcuni omeopati, anziché spedire il paziente in farmacia, preparano loro stessi i rimedi omeopatici, vendendoli direttamente al malato.

 

La Boiron, una fra le principali case produttrici di preparati omeopatici al mondo, nel 2014 ha guadagnato, in termini di vendite, oltre 600 milioni di euro. Quest’anno, durante la sola prima metà del 2015, ha raggiunto i 275 milioni di euro, con un incremento dell’1,7% rispetto all’anno scorso. La stessa Boiron ha ammesso che nel tanto amato, e costoso, Oscillococcinum già citato, non c’è niente dentro. Un business di milioni di euro per la vendita di… niente.

 

E sempre la Boiron è stata condannata, nel 2012, a pagare una multa di 12 milioni di dollari, colpevole di pubblicità ingannevole, poiché non aveva specificatamente detto ai consumatori che nei rimedi commercializzati non c’è traccia di principio attivo.

 

Nel 2014 la compagnia australiana HomeopathyPlus è finita in tribunale a causa dei suoi vaccini omeopatici, giudicati infine inefficaci ed ingannevoli.

 

Insomma, imbrogli e costi esorbitanti, che fanno capire come l’omeopatia non sia certo beneficenza, ma è solo un business florido, più succulento di una miniera di diamanti.

 

E dopo tutte queste parole, siete ancora sicuri che l’omeopatia sia davvero efficace?

 

Qui trovi la prima parte: L’omeopatia funziona veramente? La risposta breve è “no”

Qui trovi la seconda parte: L’omeopatia funziona veramente? Potenza, diluizione e fitoterapia

Qui trovi la terza parte: Ma allora perchè l’omeopatia funziona? Guarigioni, coincidenze ed effetto placebo

 

 

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