Lavorare gratis per fare esperienza.

Non è un fatto negativo prestare il proprio contributo senza ricevere un soldo.

A dirlo Jovanotti durante un’incontro tenutosi al Polo delle Scienze Sociali, dove ha avuto modo di fare una chiacchierata con gli studenti.

Il cantante ha parlato della sua gioventù e di come abbia anche lui stesso lavorato senza percepire compenso e di aver visto ragazzi lavorare gratuitamente anche a festival musicali americani senza retribuzione. Ecco le sue parole:

Ad un certo punto ho chiesto: scusate, ma questi chi li paga? Mi hanno risposto: sono volontari, lavorano gratis, ma si portano a casa un’esperienza. Così mi sono ricordato che quanto ero ragazzo anche io lavoravo gratis alle sagre e mi divertivo come un pazzo. Imparavo ad essere gentile con le persone, se mi avessero detto non lo fare, vai in colonia, sarebbe stato peggio. Ma per me quel volontariato lì era una festa anche se lavoravo alla sagra della ranocchia…Mi dava qualcosa”.

La sua frase ha scatenato un putiferio di polemiche su Twitter, dove diversi seguaci e utenti hanno commentato negativamente la posizione dell’artista, il quale, però, ha continuato il suo discorso parlando della disaffezione dei giovani alla politica, collegandosi nuovamente alla sua storia personale.

Questo è un problema che si devono porre quelli che vanno tutti i giorni in TV: è poco seria l’immagine che dà la politica. I ragazzi non si appassionano, non credono che la politica sia utile, non li emoziona. Io mi ricordo che le elezioni mi emozionavano. All’inizio da ragazzino non me ne fregava niente, in una scheda una volta votai James Brown. poi qualcosa è successo perché ho capito che vuol dire libertà, vuol dire esprimere la propria opinione“.

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