Il Tribunale di Forlì ha assolto i medici Matteo Scarpa e Maurizio Mambelli dal reato di omicidio colposo in relazione alla vicenda dell’ex pallavolista azzurro Vigor Bovolenta, perché il fatto non sussiste.

L’atleta, il 24 marzo 2012, è deceduto, stroncato da un malore durante il match pallavolistico di campionato tra Forlì e Macerata.

Per questa ragione i due medici della formazione romagnola erano stati rinviati a giudizio per il reato di omicidio colposo, rei, secondo l’accusa, di avere rilasciato il certificato di idoneità sportiva non avendo accertato patologie cardiache delle quali Bovolenta (allora trentottenne) avrebbe sofferto e che ne avrebbero determinato il decesso nel corso di svolgimento dell’attività agonistica.

L’autopsia avrebbe rivelato successivamente che il decesso era stato determinato da una “trombosi acuta con fibrillazione della coronopatia destra per grave arterosclerosi”.

Il giudice Giorgio Di Giorgio, nel pronunciare la sentenza assolutoria, si è uniformato alla richiesta del Pm Filippo Santangelo che ne aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove.

Secondo la difesa dei due medici “la sentenza riconosce la correttezza del comportamento dei sanitari nel rilascio delle certificazioni di idoneità all’attività agonistica.”

Vigor Bovolenta è stata una colonna portante della nazionale di pallavolo che nel 1996 conquistò l’argento olimpico ad Atlanta. Con la nazionale ha vinto per due volte (nel 1995 e nel 1999) gli europei  e in 4 occasioni si è aggiudicato il primo posto nella World League.

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