Domani, 28 marzo 2015, si celebra ciò che viene definita L’Ora della Terra, ossia 60 minuti durante i quali gli abitanti del pianeta spegneranno le luci per salvaguardare il proprio ecosistema. L’evento inizierà alle 20:30 delle Isole Samoa, che in Italia corrispondono alle 08,03.

L’Ora della Terra proseguirà, facendo riferimento ai vari fusi orari dei diversi Paesi del mondo, fino a raggiungere le zone dell’Atlantico. Simbolicamente, i luoghi di culto di tre religioni monoteiste si spegneranno: tra questi, la Cupola della Basilica di San Pietro, la Sinagoga e la Moschea. L’Earth Hour, dunque, prevede sessanta minuti di totale buio, per far fronte a una problematica che dovrebbe essere cara a ciascun essere umano: il cambiamento climatico che, da anni, si registra in vari posti del globo e che scaturisce mutamenti della natura. Come non citare, in merito, l’annosa questione dello scioglimento dei ghiacciai polari.

Come sottolinea il WWF, organizzatore dell’evento di rilevanza internazionale, “Lo spegnimento di questi simboli religiosi testimonia l’importanza morale che la sfida del cambiamento climatico rappresenta in quanto minaccia per il creato e per l’umanitàrappresenta anche la compassione, la saggezza e la leadership millenaria che l’umanità nel suo complesso ha saputo esprimere. Prendersi cura e rispettare la Vita sono elementi centrali per ogni fede sulla Terra. Eppure oggi si mette a repentaglio la vita sulla Terra con emissioni pericolosamente elevate di gas serra che destabilizzano l’equilibrio climatico  globale,  fanno  salire  la  temperatura,  inacidiscono  gli  oceani  ed espongono l’umanità e  tutte le creature viventi a  rischi inaccettabili”

I mutamenti delle temperature e il dissesto climatico hanno conseguenze tangibili. Il WWF, infatti, afferma che: Gli effetti del riscaldamento globale già colpiscono le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti dei più poveri ed emarginati, e quindi le popolazioni più vulnerabili. Coloro che hanno meno responsabilità nelle azioni che hanno provocato e provocano il cambiamento climatico sono quelli più colpiti. Inoltre, il pericolo degli effetti più disastrosi grava sulle future generazione, minacciando le fondamenta della civilizzazione umana. Tutto questo è moralmente ingiusto. Di qui anche il sostegno e la partecipazione a un’iniziativa come Earth Hour, che unisce tutte le persone e i popoli, chiamandoli  prima di tutto a prendersi  cura  della  Terra e diventare protagonisti del cambiamento per “cambiare il cambiamento climatico”;  e poi a chiedere  vero impegno e capacità di visione e di speranza a tutti i Governi e tutti gli Stati, perché il 2015 deve essere l’anno delle decisioni concrete, eque ed efficaci, l’anno in cui si comincia ad agire’”.

L’Ora della Terra terminerà nelle isole Cook alle ore 07,30, coinvolgendo, in totale ben 172 paesi. Parteciperanno all’ora di buio la Tour Eiffel, il Golden Gate di San Francisco, l’Unesco, l’Acropoli di Atene, la Valle dei Templi di Agrigento, il Castello di Edimburgo e anche l’Expo di Milano, giusto per citare alcuni dei luoghi simbolo della nostra Terra.

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