Chi di rigore ferisce, di rigore perisce, verrebbe da dire dopo la fine della tanto nota striscia di rigori consecutivi segnati da Mario Balotelli. Nella sfida contro il Napoli però l’attaccante rossonero si è trovato di fronte uno che di tiri dal dischetto se ne intende come Pepe Reina, che rimarrà così nella storia per essere stato il primo a fermare Super Mario da professionista. Una cosa non da poco, anche se l’estremo difensore del Napoli è abituato a questo tipo di imprese. Anzi, l’ex portiere del Liverpool è sbarcato in Italia lo scorso giugno proprio con la nomea di «pararigori», appellativo che si porta dietro fin dai tempi del Villareal. Con i «canarini », infatti, nella stagione 2003-2004, ha neutralizzato ben 7 tiri dal dischetto su un totale di 9 fischiati contro (concludendo la sua avventura in Spagna con un totale di 10 su 18), un numero decisamente impressionante. Meno bene ha fatto in Inghilterra, ma anche Oltremanica ha tenuto una media alta: 12 rigori parati su 49 tirati, con prestazioni super nelle finali di League Cupnel 2012 (3 conclusioni fermate su 5) e di Fa Cup nel 2006 (3 su 4), oltre che nella semifinale di Champions sempre nel 2006 (2 su 4 e Liverpool in finale, dove poi perse contro il Milan). Proprio contro i rossoneri ha ripreso la sua corsa, fermando allo stesso tempo quella di Mario Balotelli. Che, fino a domenica sera, aveva un ruolino di marcia netto: 21 rigori segnati su 21, dei quali due con la maglia dell’Inter, otto con il Manchester City, quattro con la nazionale e sette con il Milan. Tutti con la stessa particolarità: rincorsa strana, con semi-fermata, che si conclude con il portiere da una parte e la palla dall’altra (solo tre estremi difensori si sono buttati dal lato giusto: Friedel, Hart e Sorrentino). Nel posticipo contro il Napoli però Super Mario si è trovato di fronte un avversario che sapeva bene come neutralizzarlo: è rimasto in piedi fino all’ultimo, indovinando l’angolo e anche avendo la fortuna di una conclusione non troppo angolata. Così Balotelli ha visto interrompere la sua striscia, anche se è difficile immaginare che ne possa sbagliare molti altri. Per l’attaccante rossonero, però, dopo il danno è arrivata anche la beffa. L’espulsione dopo il fischio finale nella gara con i partenopei ha avuto infatti conseguenze pesanti: il giudice sportivo gli ha comminato tre giornate di squalifica, oltre che punire la curva del Milan con la chiusura del settore per un turno per dei cori di discriminazione territoriale verso i tifosi del Napoli. La pena per Balotelli è dovuta alla «doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario e per proteste nei confronti degli ufficiali di gara (una giornata) e per avere, all’atto dell’espulsione, rivolto all’arbitro espressioni ingiuriose ed intimidatorie (due giornate)», come si legge nel comunicato ufficiale pubblicato dalla Lega. Il centravanti si troverà così costretto a saltare le partite contro Bologna, Sampdoria e soprattutto Juventus, esattamente come successo nella scorsa stagione. La società rossonera farà ricorso, anche se è difficile venga accolto: le due giornate per ingiurie infatti sono il minimo e con poca probabilità verranno ridotte.

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