Non bastavano i fedeli scatenati: la sicurezza del corteo papale è stata messa a dura prova anche dalle capre. Sì, perché la macchina in cui viaggiava il Papa a Rio ieri mattina, diretta all’ae – roporto, è stata bloccata da una ventina di questi simpatici animali. Il percorso era quello lungo la collina di Sumarè, verso l’aeroporto, appunto, per arrivare ad Aparecida, il santuario in cui doveva pregare la Madonna e celebrare la messa. Gli uomini della scorta del Papa hanno dovuto allontanare personalmente le capre, che di buon grado – più facilmente di quanto non avessero fatto i fedeli scatenati tre giorni fa per le strade di Rio – hanno lasciato la careggiata. Un ulteriore riprova che la sicurezza continua ad accumulare errori e carenze, si dovrebbe almeno monitorare il percorso, ma sembra che tutto sia affidato spesso alla casualità, e ciò anche dopo l’im – portante riunione governativa sul tema di martedì, che ha visto impegnati ben due ministri. Papa Francesco non perde la calma, l’episodio delle capre lo ha divertito, e in questa lieta disposizione d’animo è entrato nel santuario, accolto da migliaia di persone che lo aspettavano da ore sotto la pioggia e nel vento. Aparecida è un luogo enorme, labirintico, dove ogni anno si ritrovano oltre 11 milioni di pellegrini, ieri blindato da circa 5mila militari, anche perché era stato ritrovato, nei suoi pressi, un ordigno rudimentale. A milioni vengono per Lei, l’Aparecida, la Madonnina nera, perché qui è raffigurata così, in una piccola statua, il Papa a Lei si è rivolto subito, pregandola e ringraziandola. «Anche io vengo a bussare alla porta della casa della Madre di ogni brasiliano, Maria, che ha amato ed educato Gesù, affinché aiuti tutti noi, i Pastori del Popolo di Dio, i genitori e gli educatori, trasmettano ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni». Questo perché tutti siano aiutati a non lasciarsi ingannare «dal fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio e sembrano dare speranza: il denaro, il successo, il potere, il piacere». Il Male esiste, e papa Francesco non ha esitato ancora una volta a ribadirlo, davanti alla Donna che ha schiacciato la testa del serpente sotto il calcagno. E ha detto infatti che «il drago esiste, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte». In questa lotta continua, l’impor – tante è «mantenere la speranza» pur nelle «difficoltà della vita di ognuno» perché «vorrei dirvi con forza di avere sempre nel cuore questa certezza: Dio cammina accanto a voi, in nessun momento vi abbandona!». E, di nuovo, ha ricordato di gettare «uno sguardo positivo sulla realtà» e di incoraggiare «la generosità che caratterizza i giovani, che devono essere accompagnati per diventare protagonisti della costruzione di un mondo migliore: sono un motore potente per la Chiesa e per la società». Francesco poi ha lasciato Aparecida dando un appuntamento, in maniera del tutto inaspettata: «Tornerò nel 2017», proprio ad Aparecida, quando sarà festeggiato il 300esimo anniversario del ritrovamento della statuina della Madonna Nera, venerata nell’intera America del Sud.

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