Torna a salire la temperatura dei carburanti. Secondo i portali specializzati, dopo un periodo di tregua, i prezzi della benzina verde e del gasolio si stanno infiammando. I primi segnali della nuova ondata di rincari sono arrivati già in settimana, anche se gli aumenti maggiori scattano proprio a partire dal weekend. Per la «Staffetta Quotidiana », chiuso un primo giro di rialzi cheha riportato la benzina sopra 1,8 euro «se ne aprirà con tutta probabilità un altro, già dal weekend, visto il balzo registrato giovedì dalle quotazioni dei prodotti nell’area del Mediterraneo ». L’altroieri il prezzo all’ingrosso sui mercati internazionali della verde è balzato da 552 a 572 euro per mille litri. Di poco inferiore, per la precisione pari a 15 euro, il rincaro messo a segno del gasolio, salito a 592 euro per mille litri. L’ultima variazione nei prezzi alla pompa è arrivata giovedì: Total Erg ha ritoccato al rialzo di mezzo centesimo le quotazioni di verde e diesel. Sulle prospettive per le prossime settimane è pessimista anche il portale «Quotidiano Energia » che vede nuovi rincari «a partire dal fine settimana anche perché i margini medi lordi degli operatori consentirebbero interventi al rialzo, specie sulla verde». I rialzi partirebbero comunque da medie nazionali già elevate, salite rispettivamente a 1,807 euro per la benzina e 1,707 per il diesel con punte che per la verde arrivanoa 1,848. Notevoli, come sempre, le differenze tra un’insegna e l’altra. Il prezzo medio praticato in modalità «servito», andava venerdì dagli 1,785 euro al litro nei distributori Eni agli 1,807 di Tamoil. Con le stazioni «no-logo» a 1,674 euro. Per il diesel si va da 1,684 euro sempre dell’Eni all’1,707 ancora di Tamoil. E su questi valori, nei prossimi giorni, dovrebbero scattare aumenti nell’ordine di 1,5 centesimi al litro. La previsione è di Luca Squeri, presidente nazionale di FigiscConfcommercio. «A meno di drastiche variazioni sulle quotazioni internazionali», spiega, «oggi sussistono le condizioni per un aumento dei prezzi nei prossimi giorni, con variazioni contenute entro 1,5 centesimi al litro». A fare i conti dei rincari che si sono già scaricati sul prezzo alla pompa in questi giorni è sempre Squeri: «In una settimana il prezzo della benzina è salita di 3,9 cent al litro, quella del gasolio di 2,1. La quotazione del greggio, aggiornata alla chiusura di venerdì », prosegue, «è in aumento in confronto allo scorso fine settimana, per di più con un cambio euro-dollaro in flessione». Il greggio già si paga 81 euro al barile, contro i 79 di sette giorni fa. In un mese esatto, dal 17 aprile, le quotazioni internazionali sono salite di 5,1 cent al litro per la benzina e di 3,8 per il gasolio, mentre i prezzi alla pompa sono scesi di 1,3 centesimi per la verde e di 1,6 per il diesel». Dunque ci sono i presupposti per un giro di aumenti. Ma su questa nuova ondata di rincari si allunga l’ombra dell’inchiesta avviata dall’Unione europea sull’agenzia Platts che elabora ogni giorno i prezzi di riferimento che si applicano poi al 70% del petrolio fisico scambiato in Europa. La Commissione Ue ha aperto un’indagine su tre compagnie, la britannica Bp, l’olandese Shell e la Norvegese Statoil. E proprio quest’ultima ha rivelato l’apertura del dossier, mentre l’Eni ha fatto sapere di aver ricevuto da Bruxelles una richiesta di informazioni ma di non essere coinvolta nell’indagine. La Commissione ha diffuso una nota in cui afferma di essere «preoccupata che le compagnie possano aver agito in collusione riferendo prezzi distorti a un’agenzia al fine di manipolare il prezzo finale pubblicato». L’agen – zia è appunto la Platts. C’è il sospetto che come accadde con il Libor, qualcuno abbia manipolato i dati raccolti dagli analisti che lavorano al desk newyorkese della Platts.

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