Diretta Juventus-Milan streaming tv alle 20:45 E’ sempre Juve-Milan»: anche se a 15 punti di distanza, per Massimiliano Allegri quella di stasera a Torino resta la partita più affascinante della stagione. Storia e tradizione contano, così come l’1-0 di San Siro da difendere contro la voglia di riscatto dei bianconeri. E non manca neppure il solito teatrino su quale sia Max assicura che «ora loro ne hanno di più», mentre Conte citando Galliani risponde: «Siamo alla pari». Per una volta, però, Juve-Milan è soprattutto una partita al futuro. Perché da questo match passa non solo un pezzo del futuro dei rossoneri – costretti probabilmente in caso di ko ad accontentarsi dei preliminari di Champions, complicando i piani estivi (tour negli Usa) e il secondo step della rifondazione – ma anche la griglia di partenza del prossimo campionato. «È un discorso da provinciale pensare che il nostro obiettivo sia di voler far arrivare il Milan al terzo posto», parola del tecnico juventino, «giochiamo per fare tre punti per lo scudetto: all’andata vinsero loro con un episodio discusso, ma ci misero sotto con voglia e grinta ». «A Torino non si decide il nostro piazzamento», dichiara il collega rossonero, «per arrivare in Champions servono 70 punti, non importa se arrivano negli scontri diretti o con le piccole. Abbiamo gli stessi punti della Juve nelle ultime 24 giornate? Ma siamo andati male all’inizio. L’anno prossimo si riparte da zero. Rifinendo la rosa, possiamo lottare per lo scudetto». La Juve vuole dunque vincere per ribadire il suo dominio in Italia, il Milan ha bisogno di un altro successo per ripartire al meglio nel 2013/14. Motivazioni tecniche, economiche e d’immagine che accrescono il valore di questo Juve-Milan. Non potrà farlo invece Balotelli in campo («ha scelto di non andare a New York all’evento del “Time”, dimostra professionalità»), ci proverà El Shaarawy nel tridente con Pazzini e Boateng: «La panchina col Napoli non cambia il mio giudizio su Stephan », garantisce Max. Ci sarà invece Chiellini, recuperato, insieme con Pogba nel confermato 3-5-1-1: «Non è importante con quante punte si gioca, ma quanti giocatori partecipano in fase offensiva, e noi siamo in cinque», spiega Antonio, «mi sono trovato tra le mani un giocatore impressionante come Pogba e ho studiato il modo per dargli spazio ». Vetriolo in abbondanza, infine, su Pirlo e Ibra. Nell’anticipa – zione della sua biografia, il regista elogia l’ “incontentabile” Conte («è capitato di tirare bottigliette negli spogliatoi, ma non ho mai colpito nessuno», ammette l’allenatore juventino ») e identifica nelle idee tattiche di Allegri la causa del proprio addio al Milan: «Con me Andrea ha giocato anche da mezz’ala e aveva fatto buone partite», ricorda Max, «non ho rimpianti, la vita va avanti». Posizioni invertite invece a proposito di Ibra. Antonio non apre spiragli a Zlatan – «non ne parlo ora» – mentre il tecnico milanista non nasconde la nostalgia per lo svedese: «Chi non lo rivorrebbe? Ma per tornare in Italia dovrebbe farsi un “taglione” allo stipendio. Credo però che Balotelli possa diventare importante come lui». Tanto per ricordare che, anche se squalificato, il Milan ce l’ha già il top player per tornare a essere l’anti- Juve.

 

 

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