Sono in tre, travestiti da postini e vogliono mettere le mani su un plico contenente 100 mila euro in partenza da una banca di via Carlo Alberto, a Roma. Attendono il furgone portavalori e, quando uno dei tre vigilantes esce dalla filiale, scatta l’azione. Giorgio Frau, 56 anni, ex brigatista rosso, apre il fuoco ferendo una delle guardie giurate, che reagisce e lo uccide. Gli altri due assalitori, Claudio Corradetti, 41 anni e Massimo Nicoletti, 34, fuggono in scooter,mavengono bloccati mentre salgono su un tram, trovati in possesso di due pistole e arrestati. Scene di ordinario Far West romano, ieri alle 13: una rapina finita male, turisti e ragazzi in fuga, testimoni che parlano di una decina di esplosioni—«sembravano i petardi che i cinesi sparano in questa zona», dice una testimone —e un foro nel muro di un negozio accanto alla banca. Poi, un particolare: due dei tre uomini del commando hanno trascorsi di violenza politica. Allarme Frau era un ex delle Brigate rosse e dell’Unione comunisti combattenti, di recente forse in contatto con le “nuove Br”. Molte condanne nel suo passato: dai 6 anni e 8 mesi nel processo per l’attentato al «padre» dello Statuto dei lavoratori Gino Giugni, gambizzato dalle Br nel 1983, ai 21 per una rapina in Spagna, per i quali però ottiene l’applicazione dell’articolo 21 del Codice di procedura penale, sulla competenza territoriale. Nel 2003 i carabinieri, in una casa affittata da Frau, trovano armi e divise, guarda caso, da postini. Era libero dal 2011, come era libero Corradetti, chiamato «Drago», ultrà romanista, volto noto dell’estrema destra, già arrestato per rapina: ha 20 anni da scontare ma godeva di un permesso dal carcere di Sulmona (L’Aquila) per buona condotta. Scattano le polemiche e il ministro della Giustizia, Paola Severino, apre un’inchiesta, mentre un magistrato esperto di terrorismo come Ferdinando Imposimato lancia l’allarme: «Bisogna indagare sull’ipotesi di attacchi a scopo di autofinanziamento da parte di gruppi che mettono insieme esponenti di diverse ideologie ». Come, appunto, un “rosso” e un “nero”. «Non c’è un ritorno delle Br—replica il collega Stefano Dambruoso—sono soggetti che commettono reati per sopravvivere». Però Roma ha paura: in poco più di un mese è il quinto omicidio e, ieri, c’è stata un’altra sparatoria. Due ragazzi di 23 anni su una Smart sono rimasti feriti per i colpi esplosi, dicono, da un’altra auto, in mezzo al traffico, vicino a Tor Bella Monaca. Ma la vicenda è poco chiara. E intanto in città arrivano i rinforzi: 200 uomini delle forze dell’ordine.

 

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