FIFA 13 Gli Europei di Calcio degli Azzurri si sono conclusi ormai un paio di mesi fa in maniera ingloriosa (o gloriosa, a seconda dei punti di vista), le Olimpiadi hanno tenuto banco fino a metà Agosto e la Supercoppa Italiana è stata giocata per l’ennesima volta a millemila chilometri dal patrio suolo, il che – lasciatemelo dire – è proprio una cosa brutta brutta. È stata, comunque l’abbiate vissuta, un’estate ricca di fatti sportivi e, in particolare, calcistici: è quindi giunto il momento giusto per verificare cosa abbia da proporre EA per quanto riguarda la sua annuale simulazione dell’arte pedatoria, visto che l’uscita di FIFA 13 è praticamente dietro l’angolo. Come al solito, il team capitanato da David Rutter non pare essersi limitato a fare il compitino: fedele a una roadmap evidentemente costruita negli anni, dopo aver sistemato il comparto difensivo nell’edizione 2012 ha messo ora pesantemente mano a centrocampo e attacco. Il risultato, almeno per quella che è stata una breve prova sul campo con una versione preliminare di FIFA 13, pare già da ora strepitoso. PIEDE MORBIDO So già cosa state pensando: ecco la solita preview tutta farcita di belle cose, scritta per lo più sull’onda dell’entusiasmo. Può anche essere, non lo nego. Eppure, ogni volta che metto mano a un nuovo FIFA (al meno negli ultimi 3 anni) tento di partire prevenuto, con passo cauto e l’occhio che balla alla ricerca di imperfezioni e passi falsi da parte degli sviluppatori. Il perché è ovvio: come è accaduto con Konami, è alto il rischio che Rutter e soci si siedano sugli allori, ritoccando solo il minimo indispensabile e vivacchiando sull’inerzia di una serie che potrebbe garantire comunque buoni introiti per qualche stagione, pur non introducendo nulla di eclatante. E invece, se c’è proprio una cosa da sottolineare è che a questi ragazzi non manca il coraggio di osare, visto che, anche a questo giro, il gameplay è stato pesantemente ritoccato. Come detto, le grosse novità riguardano le fasi di possesso palla e di costruzione dell’azione. L’aspetto che maggiormente modificherà l’approccio al sistema di controllo sarà quello che gli sviluppatori hanno chiamato First Touch Control, ovvero la nuova meccanica dedicata agli stop. Una delle poche cose rimaste innaturali della serie, quindi, viene completamente ripensata, donando naturalità a un gesto magari poco spettacolare, ma assolutamente essenziale nel gioco del calcio (come – ahinoi! – ci ha insegnato lo spagnolo Jordi Alba nell’azione del secondo goal durante la finale degli Europei). Gli algoritmi che regoleranno gli stop non solo si occuperanno di valutare le semplici capacità tecniche del calciatore coinvolto, ma ne calcoleranno l’esito anche valutando la traiettoria della palla in relazione alla posizione del corpo, nonché la velocità di corsa dell’atleta e la forza del passaggio. Non di rado, quindi, capiterà di pescare un giocatore in area con un passaggio calibrato per una potenziale”occasionissima” che potrebbe tuttavia essere sprecata a causa di quegli attimi di troppo necessari a domare il pallone. Ugualmente, un passaggio filtrante troppo forte sui piedi di un compagno in corsa rischierà di tramutarsi in un allungo che permetterà ai difensori avversari di intervenire o al portiere di uscire sui piedi dell’attaccante, toccando la sfera per primo e in modo pulito. Se tutto questo vi sembra un aspetto secondario, non appena metterete mano al joypad vi accorgerete di come molti automatismi (che avete dato per assimilati negli anni scorsi) debbano essere ripensati per adeguarsi alle nuove dinamiche.Il First Touch Control, quindi, funziona già da ora, e più che bene.Uno a zero e palla al centro COME TI LASCIO SUL POSTO Non solo stop tra le novità di FIFA 13, ma anche altri aspetti già precedentemente introdotti, e migliorati a tal punto da sembrare feature fresche di concepimento. In particolare, il vecchio Precision Dribbling si trasformerà nel Complete Dribbling, completando il delicato processo che porterà la crisalide a diventare una splendida farfalla.In tutti i giochi di calcio precedenti a FIFA 13 i calciatori tendevano a scartare cambiando improvvisamente direzione, seguendo con il corpo la traiettoria della palla. Da quest’anno, invece, al giocatore sarà dato il completo controllo dell’atleta, il cui posizionamento al momento del dribbling sarà totalmente svincolato dal pallone. Questo fatto, al di là dei soliti trick che piacciono tanto al ToSo, permetterà di poter tenere il busto rivolto in direzioni differenti da quelle del movimento della sfera, sfruttando pertanto passi laterali utili a confondere le idee all’avversario. Oltretutto, l’aver definitivamente affrancato il calciatore dal pallone aprirà la via a soluzioni stilistiche del tutto nuove, come quella (difficilissima da padroneggiare) che consentirà di far passare la sfera da un lato del difensore mentre noi lo supereremo dall’altro (avete presente quella specie di dribbling automatico che si può fare con la levetta destra? Ecco, l’idea è quella). Naturalmente, il sistema di controllo che regola il Complete Dribbling sarà molto complesso e sarà dedicato principalmente a chi è abituato a vivere l’esperienza di FIFA nel modo più hardcore possibile. Non per nulla, gli sviluppatori, al momento della prova, erano ancora indecisi su quanto di questo grande potere potesse essere lasciato in mano al giocatore (per quanto esperto), e quanto invece dovesse comunque essere regolato da routine automatiche. Staremo a vedere. DELL’IMPACT ENGINE E DI ALTRI FATTI Un altro aspetto che è stato raffinato non poco è l’Impact Engine. Introdotto lo scorso anno, è il motore che regola i contatti fisici tra calciatori e fa in modo che i corpi reagiscano in modo coerente a seconda di diversi fattori. Uno dei pochi difetti dell’Impact Engine riguardava i non pochi interventi che, durante un intero match, si posizionano con un piede da una parte e uno dall’altra di quella linea intermedia tra il fallo e l’azione regolare: se in FIFA 12 era abbastanza complicato intervenire in modo sporco passandola liscia, in FIFA 13 verranno date maggiori possibilità a chi sta difendendo. Ad esempio, sarà possibile dare una leggera spinta, così da sbilanciare l’avversario quel tanto che basta per fargli svirgolare un tiro, senza che l’arbitro debba necessariamente intervenire con una sanzione. Ovviamente, il risultato dell’azione di disturbo dipenderà non solo dal nostro tempismo, ma anche delle caratteristiche fisiche dei calciatori interessati: un Giovinco a caso, per dire, difficilmente riuscirà facilmente nell’intento di impedire in questa maniera una conclusione a rete da parte di un attaccante massiccio come Mario Gomez. Al di là del rinnovato Impact Engine, FIFA 13 proporrà diversi ritocchi anche dal punto di vista dell’Intelligenza Artificiale, tanto che saranno introdotti alcuni movimenti tipici del calcio che finora sono stati assenti ingiustificati nelle simulazioni calcistiche. Un esempio su tutti – e concludo in bellezza l’anteprima – riguarda la “mezzaluna”con la quale gli attaccanti rientrano da una posizione di fuorigioco per poi farsi lanciare a rete: un movimento tipico delle prime punte di razza (Pippo Inzaghi docet!) e che in FIFA 13 potrebbe essere la chiave con cui scardinare le difese che amano giocare con la linea molto alta.

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