Dall’euforia alla delusione. La quotazione del secolo rischia di trasformarsi, a meno di una settimana dal debutto, in un flop. Ieri dopo quattro sedute consecutive in ribasso il titolo di Facebook ha registrato un piccolo rimbalzo, a 32,10 dollari, ma dall’Ipo di venerdì scorso il saldo è comunque pesantemente negativo (quasi sei dollari persi pari al 15,7%) e montanole polemiche. Ungruppo di azionisti ha avviato una causa collettiva contro la società, il fondatore (e amministratore delegato) Marck Zuckerberg e Morgan Stanley (che ha seguito la quotazione in Borsa). Morgan Stanley e altrebanchechehanno curato il collocamento di Facebook hannorealizzatounprofitto di 100 milioni di dollari. La Financial Industry Regulatory Authority ha deciso di avviare un accertamento per verificare se la banca d’affari abbia informato selettivamente i clienti su un rapporto negativo redatto da un analista prima dell’avvio delle contrattazioni. L’obiettivo della Fira è accertare se le informazioni di Morgan Stanley fossero di dominio pubblicoo destinate solo a una clientela vip. Nel frattempo, il capo delCommonwealth Secretariat, William Galvin, ha già reso noto di avere emesso un mandato di comparizione perMorganStanley. Anche la commissione bancaria del Senato Usa indaga per cercare di capire i problemi dell’ipo del social network: in particolare i sospetti sono centrati sulla decisione, all’ultimo minuto, di incrementare del 25% l’ammontare delle azioni vendute al collocamento. A seguire la causa collettiva è lo studio legale Robbins Geller, lo stesso che era riuscito a ottenere risarcimenti per 7 miliardi di dollarida Enron. Sotto tiro anche la società che controlla il Nasdaq, accusata da un singolo azionista per i ritardi nel collocamento dovuti a problemi tecnici, un blocco delle contrattazioni di trenta minuti, che avrebbero portato a gravi perdite per gli investitori. Gli ispettori della Sec stanno cercando di capire se il Nasdaq era al corrente dei problemi del software di gestione dell’Ipo nei giorni precedenti il debutto e, nel caso, se abbiamo deciso di procedere comunque. Unterzo studio legale, Glancy Binkow& Goldberg, ha presentato una class action a nome degli “investitori che hanno accusato perdite a causa dell’ingresso in Borsa di Facebook: l’azione è stata avviato presso un tribunale della California ed è a nome di tutte le persone che hanno acquistato titoli del social network sulla base del prospetto”.

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