La sentenza è arrivata da uno che, con i vinili prima e i compact disc dopo, ha venduto più di 100 milioni di album nel mondo: «La gente smetterà di comprare cd. Per questo sto sperimentando nuove strade per portare la musica alla gente. L’app è il nuovo modello». Così Sting qualche mese fa ha annunciato il lancio di un’applicazione gratuita per iPad che contiene, oltre al tradizionale greatest hits, anche testi, interviste, foto e video della sua carriera. Insomma il classico cofanetto autocelebrativo che però offre anche un’esperienza più «immersiva» ai fan che, infatti, l’hanno subito definito un «fantastico appumentary », un documentario in formato app. Le funzioni Sting 25 prova infatti a sfruttare le caratteristiche della tavoletta Apple per mettere a disposizione tutta una serie di funzionalità «aumentate», tra cui una mappa dinamica con i luoghi che hanno ispirato l’artista e centinaia di foto in alta definizione che possono essere «navigate» attraverso una cronologia interattiva. «L’applicazione è piena di contenuti e può essere anche aggiornata. Non si tratta di qualcosa di statico, è organica », ha spiegato l’ex frontman dei Police ora convertito alla filosofia new age. Prima ancora Sony aveva sperimentato qualcosa di simile con un’altra leggenda rock: Jimi Hendrix: The Complete Experience è un cofanetto in formato app per iPad meno curato dal punto di vista visivo rispetto a Sting 25 ma conmolte funzionalità interessanti, come le mappe interattive che, attraverso la georeferenziazione, permettono di ricevere messaggi quando ci si avvicina a una località in cui si è esibito il grande chitarrista statunitense. Le strategie Più che la voglia di sperimentare spesso dietro questi prodotti si nasconde solo una strategia di marketing: ormai anche i grandi artisti si vedono costretti ad andare oltre il semplice cd e diversificare la propria offerta. Non a caso l’istituto Nielsen Music parla da tempo di uno scenario musicale «iperframmentato»: tra video su YouTube, negozi di musica online, videogiochi karaoke e applicazioni per i cellulari, la musica passa per canali sempre più numerosi, ognuno dei quali deve essere presidiato in maniera intelligente tenendo conto che le aspettative degli utenti ormai non si fermano al semplice ascolto. Ecco così un altro mostro sacro del rock come David Bowie rilasciare in formato app la sua celebre Golden Years. Per circa due euro i fan possono non solo ascoltarla a volontà, ma anche remixarla attraverso la manipolazione delle 18 tracce audio. Su questo fronte è andata ancora più avanti Björk. In occasione dell’uscita del suo ultimo Biophilia (un concept album sfociato anche in una serie di installazioni a Londra), la cantante islandese ha rilasciato un’applicazione per iPhone e iPad che al momento costituisce il non plus ultra delle sperimentazioni su nuovi dispositivi. Per ognuna delle dieci tracce è stata sviluppata anche una specifica applicazione che permette di giocare con i suoni dell’artista e modificarli a proprio gusto. In Virus, ad esempio, gli utenti possono simulare l’attacco di un virus al corpo e difenderlo a colpi di note emesse toccando lo schermo. In Hollow, invece, si può intraprendere un viaggio nel Dna, producendo suoni attraverso la ricombinazione delle proteine. I giochi Sull’accoppiata musica-gioco punta anche una band pura e dura come gli AC/DC che ha messo a punto un Pinball rocks, un flipper per iPhone e iPad, in cui ci si può divertire con il classico gioco da bar mentre si ascoltano le tracce metal e la voce del cantante Brian Johnson ci incoraggia a non mollare. Il risultato è forse più tradizionale rispetto alle esperienze garantite dall’applicazione di Björk, ma una cosa è certa: se è ormai chiaro che il cd ha un futuro sempre meno roseo, l’album non è destinato a morire. Per scoprire se davvero la sua prossima incarnazione sarà un’applicazione bisognerà ancora aspettare qualche anno. Quando magari vedremo finire in un tablet tutti i vecchi cd e dvd in versione «aumentata», come sembrano indicare le esperienze di Sting e Björk.

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