L’ Italia dovrebbe andar fiera del suo spirito imprenditoriale e ciò salta all’occhio soprattutto a Mantova, dove Federico Hoefer offre i suoi servizi di tassista alle schiere di turisti in visita sul Lago di Garda. Federico ha messo in piedi la sua attività nel 2009, facendosi conoscere grazie al suo sito web ladyblu. it. Grazie alla pubblicità online, il suo nome ha cominciato a far capolino in tutte le ricerche nel settore taxi nell’area di Verona e gli affari si sono pian piano sviluppati. L’estate scorsa ha deciso di fare il salto in ambito internazionale, e adesso il suo nome compare nei motori di ricerca in Francia, Germania, Gran Bretagna e Olanda, per rivolgersi a tutti coloro che sono in procinto di organizzare un viaggio a Verona. Oggi Federico lavora con i turisti, usa le lingue e vede crescere gli affari! Ma non è l’unico a beneficiare delle occasioni economiche offerte da Internet. Tante piccole aziende in giro per l’Italia hanno saputo cogliere quest’opportunità. L’economia globale, tuttavia, è ancora fragile e ci si preoccupa di crac bancari e del dissesto dei bilanci. Pertanto è facile sottovalutare Internet come fonte di vera crescita. Esaminiamo però questi numeri: l’attività economica italiana svolta su Internet valeva 31,6 miliardi di euro nel 2010, secondo il Boston Consulting Group. Ciò corrisponde grosso modo al 2%del Pil. È previsto però che questa quota di Pil raggiungerà il 3,3-4,3%entro il 2015. Una buona fetta di questa crescita sarà dovuta alle piccole imprese. In realtà, le piccole e medie. aziende che sfruttano Internet per pubblicizzare prodotti e servizi o per vendere online sono in grado di generare più fatturato, creare più occupazione ed esportare di più rispetto a quante non si avvalgono di questo mezzo. Si capisce così quanto sia importante diffondere la cultura dell’imprenditorialità online in tutta Italia, se si vogliono ottenere buoni risultati per tutti. La consapevolezza di quanto sia ingente il contributo all’economia nazionale che può essere generato da Internet ha spinto il presidente Sarkozy a mettere in agenda Internet e l’ecosistema digitale nell’incontro dei leader del G-8 questa settimana. Grazie a un nuovissimo format — l’e-G8 Forum — le società tecnologiche e i funzionari del governo avranno modo di riunirsi e consultarsi prima del G8. In veste di partecipante, mi è stato chiesto di condividere i miei pensieri sulla strada da intraprendere per assicurare il duraturo successo di Internet. Personalmente, sono convinto che si tratti di un’idea straordinaria. Mi si chiede spesso da dove verranno i nuovi grandi progressi della tecnologia, da dove scaturirà il prossimo Google. Alcuni pensano che dietro la Silicon Valley e le aziende che vi prosperano si nasconda una formula magica. In realtà, la ricetta è molto più semplice, soprattutto nell’era di Internet. La storia dell’innovazione — dalla stampa al telegrafo, fino a Internet — dimostra che laddove esistono gruppi di persone, o di imprese, impegnati in un costante scambio di informazioni e nell’esplorazione di nuove idee e nuovi modi di fare le cose, ecco che da questo crogiolo scaturiscono le invenzioni. Google è emerso proprio da questo tipo di forgia creativa. I suoi fondatori hanno scoperto un modo migliore e più efficace di trovare e organizzare le informazioni su Internet, perché facevano parte di una comunità innovativa. Nessuno ha lanciato il mitico grido di «Eureka!» . E non c’è alcun bisogno di sperare che qualcuno, un giorno, si imbatta in una nuova idea geniale. Non è così che nascono le innovazioni, non è così che si espandono gli affari. Occorre invece incoraggiare la gente e le imprese a mettersi online. Ho visto dati che dimostrano come, dei 4 milioni di piccole imprese in Italia, solo il 20%può vantare un proprio sito web. Ecco dunque un vasto bacino di potenziale che aspetta di essere sfruttato. Oggi oltre un milione di imprese si fa pubblicità su Google AdWords, e per la maggioranza si tratta di attività piccole e medie. L’anno scorso, i servizi pubblicizzati su Internet in tutta l’Unione Europea hanno toccato un giro d’affari di circa 100 miliardi di euro al consumatore, secondo uno studio elaborato da McKinsey. Questa cifra è destinata a raggiungere i 190 miliardi entro il 2015. Eppure Internet non significa soltanto vendere prodotti online, è da questo scambio che emergeranno nuove idee e innovazioni. Le piccole aziende formeranno vaste comunità creative e dinamiche. Già esiste un numero sempre crescente di quelle che io definisco le micro-multinazionali: si tratta di imprese con un massimo di dieci dipendenti che raggiungono un mercato globale. Tutto questo non era possibile prima dell’attuale generazione tecnologica. Pertanto, quando osservo i punti più deboli dell’economia globale, non ho alcun dubbio che saranno proprio queste piccole imprese, molte delle quali localizzate in Italia, a ricondurci sulla strada della ripresa economica. Molti analisti si incontreranno a Parigi nell’ambito del G8 per discutere di Internet e di economia, ma saranno individui come Federico di Mantova a indicare il cammino da seguire. *Presidente di Google.

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