Lavorare sulla spiaggia sorseggiando un cocktail e risparmiando sulla baby sitter.

questi erano i presupposti e condizioni che poi si sono rivelate, reali. Oggi i dati sull’utilizzo di internet superano di ogni gran lunga l’immaginario.

Ad aiutare il processo, un azienda fiorentina, Chl, che ha lanciato un applicazione per smartphone, che consente una navigazione in internet sicura, occultando siti indesiderati e contenuti non adatti a giovani studenti.

Ebbene si, l’idea verrà applicata proprio nelle scuole biblioteche e luoghi ricreativi. Si auspicano, incrementi a adesione al progetto da parte anche delle altre città italiane. Una app che pensa alla cura dei contenuti per i nostri giovani. Potrebbe essere così il lavoro nell’era di Internet. Il dibattito si è partito da Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) e Asstel, l’associazione che rappresenta le imprese di telecomunicazioni.

Presero parte a questi incontri anche i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta. Gli ostacoli sono un assetto normativo che Sacconi ha definito «tendenzialmente ostile» , e una lentezza delle imprese — lamentata da Brunetta— ad aprirsi alle comunicazioni digitali. Sul web-futuro c’è anche l’incognita dei giovani che, secondo la ricerca Isfol-Asstel, usano poco Internet.

Il 47%di quelli che hanno pc e collegamento alla rete, vanno sul web in modo «sporadico» , i meno sedotti da Internet sono le ragazze e i ragazzi del Sud. Chi va in rete poi lo fa soprattutto (il 90,8%) per controllare l’email e lo fa per pochi minuti.

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