Spiagge low cost per arginare la crisi


Spiagge low cost, con tariffe scontate all’osso, nuove formule “paghi due prendi tre”, ombrelloni multi-famiglia, ingressi domenicali in qualche caso addirittura gratis. Senza contare le mille trovate – dai corsi di inglese alle connessioni internet gratuite, dai massaggi shiatsu ai trasporti “free” – per trasformare le spiagge in contenitori trova-tutto e acchiappare clienti. E’ l’effetto della crisi, praticamente ovunque in Italia: anche in alta stagione gli stabilimenti balneari sono “in saldo”, per tentare di far restare la gente incollata a sdraio e lettini in un momento di tasche vuote. E’ così quasi dappertutto, ma in Friuli Venezia Giulia no. Qui danoi parli conalcuni gestori di stabilimentio con i responsabili delle società di gestione delle spiagge, da Muggia e Lignano, e ti sorprendi. Certo, la pressione fiscale è troppa e la burocrazia pure; bisogna inventarsi soluzioni al passo con i tempi e andare incontro alle esigenze “low cost” della clientela, e fare i conti con qualche inevitabile cambiamento di abitudini (ad esempio più sandwich caserecci e meno soste al bar). Ma se in mezzo Stivale si piange miseria e si parla di crolli vertiginosi degli incassi in questa prima fetta d’estate, in Fvg, quasi con un po’ di imbarazzo, spuntano i sorrisi. Altro che tariffe scontate e prezzi ridotti rispetto agli scorsi anni. I listini 2012, infatti, non sembranoessere stati alleggeriti da nessuna parte. In molti casi si è deciso di non aumentare i prezzi, in altri sono stati invece ritoccati all’insù, magari di pochi centesimi, per adeguarsi agli aumenti dell’Iva. I clienti ci sono e qualcuno parla addirittura diaumentodelle prenotazioni. Miracolo a Nordest? Niente miracoli, secondo Marino De Grassi, presidente della Git, che gestisce le spiagge dell’Isola d’oro: «Tutto merito della fidelizzazione dei clienti. Grado – spiega De Grassi – può contare su ospiti abituali, che passano l’estate da noi da anni, in qualche caso addirittura dadecenni. Qui viviamo soprattutto grazie ai residenti in regione. E, anche se qualche arrivo in meno da Austria e Germania c’è, i turisti friul-giuliani continuano a venire, anzi direi che le prenotazioni sono in lieve crescita. Il mio mottoèsempre stato: prendersi cura del pendolare. Bisogna finirla con la mentalità che chi non si ferma a dormire non spende, perché paga comunque ingresso e servizi, i parcheggi, va al bar. Puntare sui pendolari è stata una scelta che paga oggi che c’è la crisi». Crisi che ha spinto, anche nell’Isola d’oro, a mantenerebloccati i prezzi. Musica diversa a Lignano Pineta, dove le tariffe sono state ritoccate del 2-3%. «Pochi centesimi in più – spiega Giorgio Ardito, vicepresidente della società di gestione -. Non possiamo mica mettere in saldo gli stabilimenti in alta stagione e non adeguarci agli aumenti delle tasse imposti da Roma». Anche in questa location (attenta alle esigenze anche della clientela “upper class” e che propone tariffe un po’ più alte che altrove), gli ospiti non sembrano essere diminuiti, nemmeno quelli che prenotato lettini e ombrelloni nel settore “élite” della spiaggia (dove si sfiorano i 25 euro al giorno per garantirsi gli spot migliori). Ardito prova a spiegare: «Forse è proprio l’effetto della crisi. Magari molti proprietari di seconde case e i loro amici e familiari preferiscono rinunciare ai viaggi all’estero e rimangono qui». Musica un po’ diversa a Trieste. Qui il responsabile provinciale del Sindacato italiano balneari, Marco Salviato, la cui famiglia gestisce lo stabilimento San Rocco a Muggia e il Miramare- Sticco a Barcola, parla di un calo del 20%: «Niente crollo verticale, ma sicuramente abbiamo notato un calo rispetto all’anno scorso, imputabile soprattutto al maltempo di maggio. Tengono gli ingressi nei weekend, mentre in flessione sono quelli feriali. E abbiamo notato un calo importante dell’ affluenza a bar e ristoranti».