Rossella Urru: «Voglio tornare in Africa»


«Grazie a tutti, sto bene e sono felicissima di essere tornata a casa. Finalmente è finita». Dopo nove mesi di prigionia nel deserto africano Rossella Urru è arrivata in Italia. Ad attendere la cooperante all’aeroporto di Ciampino i familiari, il presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, quello della Cooperazione Andrea Riccardi, il sottosegretario con delega ai servizi segreti Gianni De Gennaro, il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci. Oggi sarà sentita dalla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo sul sequestro. Poi il sospirato volo verso la Sardegna, a Samugheo, il piccolo centro di origine della donna, dove la attende una grande festa. Camicia bianca, pantaloni neri, capelli lunghissimi e lisci, Rossella è scesa poco le 21 dalle scalette dell’aereo. Sorridente e un pò spaesata, ha abbracciato subito i genitori Marisa e Graziano, i fratelli Fausto e Mauro. Dopo il saluto di Monti che nell’ottobre dello scorso anno, quando la donna è stata rapita, non era ancora presidente del Consiglio. «Bentornata » le ha detto, sottolineando la «forza straordinaria» dei familiari; l’Italia «ha manifestato tanto affetto per lei, come tutti gli organi dello Stato che voglio ringraziare per essersi prodigati peruna persona che ha dedicato la vita al mondo della cooperazione. Anche la Comunità di Sant’Egidio è stata di grande aiuto». Poi è stata la cooperante a parlare, ringraziando «tutti quelli che hanno lavorato per la mia liberazione. Finalmente è finita. Mi hanno trattato bene, quello della cooperazione è un lavoro difficile e rischiosomaspero di tornare presto in Africa». La lunga giornata di Rossella era iniziata ieri nel Mali, dove è stata liberata insieme a due cittadini spagnoli. I tre sono quindi stati trasferiti in mattinata in Burkina Faso. «Un grazie enorme al Burkina Faso per la nostra liberazione» ha detto Urru alla stampa locale. I mediatori del Paese africano sembra infatti abbiano avuto un ruolo importante per la soluzione della vicenda, per primo il presidente Blaise Comparoè, sulla cui immagine pesa seppure affievolita dagli anni la morte del suo compagno rivoluzionario degli Anni ’80: Thomas Sankara, l’utopista socialista che in pochi anni migliorò le condizioni dei poverissimi burkinabè ma fu inviso alle ex potenze coloniali. La libertà dei tre ostaggi, secondo voci della mediazione, sarebbe stata scambiata con quella di tre estremisti islamici detenuti in Niger e Mauritania. Dalla capitale Ouagadougou, il volo di ritorno in Italia, accompagnata dal capo dell’Unità di crisi della Farnesina Claudio Taffuri, che era sul posto per seguire il caso. Prima di salire sull’aereo Rossella ha salutato al telefono i genitori Marisa e Graziano assicurando loro di stare bene e di essere, nonostante tutto, serena. La cooperante sarda ha parlato anche con il ministro degli Esteri Terzi. «Una grande emozione » ha scritto il capo della Farnesina su twitter. Rimandato l’arrivo a Samugheo, da ieri in festa. Nella cittadina, a pochi km da Oristano, l’altra notte si è ballato in piazza alla buona notizia. I concittadini contanodi riabbracciarla oggi, al più tardidomani.