Pensionati, gli uomini guadagnano il 65% in più


Gli uomini percepiscono pensioni più alte delle donne, ma il divario è differenziato sia a livello regionale sia provinciale. È quanto emerge dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotta da Istat e Inps, a partire dai dati dell’archivio amministrativo- Casellario centrale dei pensionati, nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati. La pensione media delle donne era di 8.469 euro l’anno, nel 2010, secondo l’Istat. Quella degli uomini raggiunge 14.001 euro, il 65,3% in più. Oltre la metà delle pensionate (54,8%) riceve meno di mille euro al mese, contro un terzo (34,9%) dei pensionati maschi. È di sesso femminile il 53% dei beneficiari, ma percepisce solo il 44% degli oltre 258 miliardi di euro erogati. La Liguria è la regione in cui si riscontra la maggiore differenza tra uomini e donne: il reddito degli uomini, pari a una volta e mezzo quello delle donne, è del 55,3% più elevato, seguita da Lazio (53,8%), Lombardia (53,2%) e Friuli-Venezia Giulia (52,3%). Quest’ultima è la regione rispetto alla quale si registrano le maggiori differenze con riferimento agli importi medi delle pensioni (80,9%), seguita nuovamente da Liguria (79,9%) e Lombardia(79,2%). Le regioni in cui si riscontra minore disuguaglianza tra uomini e donne, invece, appartengono al mezzogiorno, sia sul versante del reddito pensionistico sia su quello degli importi medi delle prestazioni. Le differenze significative più basse si registrano in Calabria (20,3% per il reddito pensionistico e 37,2%per gli importimedidelle pensioni), Sicilia (rispettivamente 32,4% e 44,7%), Basilicata (26,2% e 46,7%) e Molise (28,4% e 52,2%). Con riferimento agli importi medi delle pensioni, le province in cui si evidenzia una più accentuata differenza tra uomini e donne appartengono a Lombardia (Bergamo: 82,8%; Monza e della Brianza: 85,1% e Lecco: 87,3%), Liguria (Genova: 84,3%) e Veneto (Venezia: 84,7%); quelle in cui il divario è minore sono le province di Vibo Valentia (30,1%), Enna (33,7%), Agrigento (34,2%), Cosenza (35,8%) e Crotone (37,9%). Se si considera il reddito pensionistico (derivante dall’eventuale cumulo di più trattamenti), tra quelle con le differenze più marcate si ritrovano due province lombarde (Monza e della Brianza, con il 59,7% e Lecco con il 62,1%), Livorno (59,8%) e Venezia (60,9%); tra quelle in cui la distribuzione tra uomini e donne è meno sbilanciata si ritrovano invece – a conferma di quanto già emerso a livello regionale.