Papa, con il voto segreto il Pdl spera nei garantisti


«Alla fine, con il voto segreto, i contrari all’arresto di Papa che siedono tra i banchi dell’opposizione saranno sempre di più rispetto ai nostri franchi tiratori…» . Ad ascoltare la profezia di Mario Pepe, il deputato di Bellosguardo che dal gruppo misto continua a fare il fiancheggiatore in Aula per il Pdl, i continui cambi di posizione di Umberto Bossi non modificano i programmi della maggioranza. Così, mercoledì pomeriggio, la difesa a oltranza del collega Alfonso Papa (Pdl) — dopo il primo via libera della giunta per le autorizzazioni presieduta da Pierluigi Castagnetti (Pd) che propone all’Aula di non respingere l’ordine di custodia cautelare firmato dal gip di Napoli — dovrebbe passare comunque attraverso il voto segreto: «In quel caso — incalza Pepe— io calcolo che una sessantina di voti contrari all’arresto arriveranno dal Pd e dall’Udc. Certo la Lega deve tenere, altrimenti Papa è comunque fregato…» . Sulla tattica da seguire in Aula per salvare Papa dalla custodia cautelare in carcere, il Pdl deciderà all’ultimo minuto. Domani o, addirittura, mercoledì poco prima del voto, a prescindere dalla posizione della Lega. Prima sarà necessario fare bene i conti sulle presenze in Aula: ministri, deputati in missione, malati, malpancisti, nemici personali di Papa e la possibile fronda giustizialista all’interno della Lega che fa capo al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Poi ci sono alcuni ex di An, Giorgia Meloni in testa, che chiedono di poter votare secondo coscienza: «Non è più il momento di ordini di scuderia che sanno tanto di casta chiusa su se stessa. Sulle autorizzazioni all’arresto deve essere lasciata libertà di voto» , ha dichiarato il ministro per la Gioventù al quotidiano dei vescovi «Avvenire» . Fatti due calcoli, però, la maggioranza favorevole a Papa, sempre se la Lega votasse contro l’arresto, potrebbe essere assai esigua con il voto palese. Anche perché, fanno notare nel gruppo del Pdl, le ultime votazioni prima della fiducia sulla manovra sono andate a buon fine ma per un solo voto. Invece è sempre lo scrutinio segreto a poter garantire a Papa un margine di sicurezza: lui, è il calcolo del Pdl, si salverebbe grazie al saldo positivo assicurato dai garantisti presenti nell’opposizione che dovrebbe bilanciare i franchi tiratori e gli obiettori di coscienza presenti nella maggioranza. Anche il 29 aprile del ’ 93, quando la Camera respinse la richiesta di autorizzazione a procedere per Bettino Craxi, ci fu un voto segreto. La Dc era divisa: la sinistra democristiana di De Mita e Bodrato sostenne di aver votato compatta a favore dell’autorizzazione a procedere e contro la richiesta di perquisizioni, andreottiani e forlaniani contrari su tutto il fronte. Allora si disse pure che, non mettendoci la faccia, anche alcuni deputati dell’Msi, della Lega e della Rete votarono contro la richiesta dei magistrati di Milano per far ricadere sul pentapartito la difesa della casta. Mentre fuori e dentro l’Aula leghisti e missini urlavano «ladri» . E non è un caso che ora l’ex socialista Fabrizio Cicchitto, oggi capogruppo alla Camera del Pdl, chieda a tutti i deputati di fare quadrato contro «l’attacco giudiziario dei pm» e «ciò deve valere indipendentemente dal colore politico del singolo parlamentare» . Dunque, ricorda Cicchitto, «qualche tempo fa alla Camera con il voto determinante del centrodestra fu evitato l’arresto del collega Margiotta del Pd che poi è stato prosciolto dalla magistratura giudicante. A nostro avviso, lo stesso criterio deve valere per Papa alla Camera e per Tedesco del Pd al Senato (il cui arresto è stato chiesto molti mesi fa dalla Procura di Bari, ndr)» . Diversamente, è la profezia di Cicchitto, «d’ora in avanti l’uso pregiudiziale delle manette diventerebbe lo strumento cardine della lotta politica nel nostro Paese» . Ma Antonio Di Pietro (Idv) già si prepara all’ennesimo scontro parlamentare: «Due leader come Bossi e Berlusconi, che si mettono d’accordo per non consentire alla magistratura di fare il proprio dovere, violano la Costituzione, offendono il ruolo e la funzione che svolgono e non meritano di stare al loro posto» .