I venti di crisi si affievoliscono ed anche il tormentone sull’ipotesi di elezioni anticipate a ottobre sembra destinato a finire una volta per tutte. La missione di Monti in Europa si chiude conunprimo risultato positivo, “SuperMario” ha sbattuto i pugni sul tavolo, ha speso tutta la sua autorevolezza per ottenere quel che avava promesso e alla fine ha avuto la meglio sullaMerkel. Risultato: il governo dei tecnici è destinato ad arrivare fino alla scadenza naturale della legislatura e i partiti che lo sostengono in Parlamentomaanche quelli che hanno scelto di stare all’opposizione, avranno tutto il tempo di prepararsi al votoche ci sarà nella primavera del prossimo anno. Il successo ottenuto dal Professore ha certamente spiazzato il Pdl, che nei giorni scorsi è arrivato a minacciare di sfratto il governo e adesso deve fare buon viso a cattivo gioco. Ed anche Angelino Alfano, che in caso di voto anticipato avrebbe dovuto farsi da parte per consentire al Cavaliere di tornare in campo come candidato premier, può tirare un sospiro di sollievo. «Avevamo chiesto al premier di battere i pugni in Europa e Berlusconi aveva chiesto di far valere la voce dell’Italia e di non essere timido. Monti non è stato timido, anzi, ha posto un veto nei confronti di misure sbagliate e ha ottenuto risultati. E’ l’inizio, ma la strada» ammette il segretario del Pdl «è quella giusta e ci lascia sperare ». I complimenti a Monti arrivano anche da Fabrizio Cicchito, che vuol far passare la tessi secondo la quale se il presidente del consiglio italiano non è tornato a mani vuote, il merito è soprattutto del pressing esercitato dal Pdl: «Monti è stato giustamente anche rafforzato sul terreno negoziale dalla critica ai meccanismi dell’euro e alla politica della Germania espressa sia da Berlusconi sia da Alfano nei dibattiti di quesrti giorni… ». Resta il fatto che dal Cavaliere e dai “falchi” del Pdl che avevano scommesso sull’insuccesso di Monti e puntavano al voto ad ottobre, fino a tarda sera non è arrivata neppure una dichiarazione. Esattamente il contrario di quel che avviene nel Pd e nel Terzo Polo. Bersani non nasconde la sua gioia ma sa che il peggio non è ancora passato e si mantiene su una posizione prudente: «L’Italiaha giocato bene anche a Bruxelles. Ma la partita non è finita…». Di risultato «oltre le aspettative» parla invece Enrico Letta mentre Massimo D’Alema ricorda che sul debito è passato «quel che aveva chiesto Monti» e un plauso arriva anche da Stefano Fassina: «Il vertice di Bruxelles è un positivo cambio di marcia ». I più soddisfatti sono gli esponenti del terzo Polo. Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, vede «una luce in fondo al tunnel della crisi» mentre Italo Bocchino (Fli) si aspetta da Monti «la stessa forza e lo stesso coraggio anche in Italia». Le critiche arrivano invece dalla Lega ma anche dall’Idv e dal Sel. Dietro al successo di Monti, RobertoMaroni vede solo una operazione di «buona comunicazione» ma nessun risultato: «Aspettiamo di vedere i contenuti ma sono molto scettico». Ad avere dubbi è anche Di Pietro («I benefici sono per le banche e per gli speculatori? ») ma il giudizio più duro è quello di Nichi Vendola: «Non c’è nulla di radicalmente innovativo, nulla all’altezza della crisi che si sta vivendo. La montagna hapartorito il topolino».