Casey Stoner passeggia, poi si distrae, infine vince la sua decima gara dell’anno in volata con 15 millesimi su Spies, addormentatosi sul rettilineo dove era entrato in netto vantaggio. Sul podio — con le bottiglie di champagne chiuse per rispetto — c’è anche Andrea Dovizioso, ottimo terzo nella sua ultima gara in Honda (nel 2012 sarà in Yamaha) e terzo in classifica davanti a Pedrosa. L’assente Lorenzo (Yamaha) finisce secondo nel Mondiale, ma le tre Honda nelle prime quattro posizioni dicono che la rivoluzione in MotoGp è compiuta. Loris Capirossi, 38 anni di cui 21 passati a gareggiare in moto, si ritira con un nono posto: «È stata la gara più difficile della mia carriera. Volevo fare di più, ma sono comunque onorato di aver corso con il numero 58 di Simoncelli». Loris piange ancora a parlarne («La cosa più schifosa è che lui non c’è più»), lì vicino la moglie Ingrid ha la faccia di chi si è tolta un peso («Sono felice che Loris abbia smesso») e papà Giordano adesso può confessare: «Ogni partenza era una sofferenza. Meno male che è finita…». Loris lavorerà per il Motomondiale: penserà alla sicurezza dei suoi ex colleghi. E mentre lo spagnolo Terol e il tedesco Bradl festeggiano i titoli della 125 (un’era finita, dal 2012 ci sarà la Moto3) e della Moto2, Valentino Rossi registra l’ennesima gara finita sull’asfalto. È successo addirittura alla prima curva: Bautista ha perso il controllo della sua Suzuki e ha trascinato con sé tre ducatisti, Rossi, Hayden e De Puniet. Lo spagnolo è poi andato ai box degli avversari a chiedere scusa. A Vale, con la maglietta con il numero 58 e la scritta «Sic supporter», è rimasto ben poco da dire: «Quando gira così non c’è niente da fare». Rimangono due magre consolazioni. Una è che «ho finito a pari punti in classifica con Marco. L’ho fatto apposta, non volevo batterlo… Diciamo che questo è il mio tributo». L’altra è che «è finito il 2011: una buonissima notizia» (ndr: è la prima volta che il Dottore non vince nemmeno un Gp). Il 2012 inizierà già domani e mercoledì con i test sulle nuove 1000cc e il copione sarà lo stesso: la Ducati rincorre Honda e Yamaha e raggiungerle non sarà per niente facile. L’obiettivo è una Ducati più guidabile e «rossiana». Il tempo sembra tanto ma non lo è, perché i piani per il 2013 si faranno già a primavera. E se per allora la Rossa non gira, pensare un Rossi seduto su un’altra sella non sarà fantascienza.