Maria de Filippi choc: “Sono bulemica da anni” ma era una scherzo


Maria De Filippi (50 anni) choc: «Soffro da anni di bulimia. Ogni giorno si ripete il mio tormento. A pranzo divoro chili di pasta, insaccati grassi e dolci, subito dopo, alle 14, inizio a registrare Uomini e Donne, alle 14.03 mi infilo due dita in gola e vomito tutto». Questa confessione, rivelatasi fortunatamente infondata, ha avuto comunque un merito quello di squarciare il velo di omertà che ce sulla bulimia, una grave patologia di disturbo alimentare di cui soffrono migliaia di ragazzine in Italia, e che non ha risparmiato volti noti della televisione e del cinema. Tutto nasce da uno scherzo fatto da un sito Internet, Blogosfere, che voleva fare dell’ironia sul programma della De Filippi, Uomini e Donne appunto. Ma su questo disturbo alimentare fatto di grandi abbuffate seguite da terribili sensi di colpa che portano al vomito o a digiuni forzati nei giorni successivi, ce davvero poco da scherzare. E non pensate che di bulimia soffrano soltanto ragazzine giovani e deboli con scarsa stima di se stesse e con famiglie difficili alle spalle. Ambra Angiolini e Lady Gagà, solo per citarne alcune, ne sono state vittime. Per questo motivo la notizia della confessione choc della regina della televisione, seppur non vera, ha fatto il giro del Web, facendo parlare, discutere e riflettere. Perché nessuno è immune da questo oscuro male che riguarda questioni emotive e comportamentali. La De Filippi, infatti, nonostante i grandi successi in televisione, non ha mai nascosto le sue debolezze. In una recente intervista ha ammesso di aver avuto problemi con l’alcol: «Ho smesso di bere quando un giorno, al bar dove andavo ogni sera, ordinai un caffé. Il barista mi chiese se volevo la correzione: erano le 11 di mattina». E la bulimia, così come l’alcolismo, è un male subdolo. Il termine deriva dalla parola greca boutimos, composta da bous, bue, e di limòs, fame, e sta a indicare letteralmente “una lame da bue”. Si distinguono due tipi di bulimia: con condotte di eliminazione, in cui chi ne soffre ricorre regolarmente a vomito autoindotto, all’uso di lassativi, diuretici o enteroclismi; oppure senza condotte di eliminazione e in questo caso avviene solo il fenomeno di ingurgitare cibo in modo compulsivo, spesso durante le ore serali o addirittura notturne. Questa patologia in genere compare in gioventù, tra i 12 e i 14 anni, o nella prima età adulta 18-19 anni e colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile. Anche se Stefania Andreoli, psicologa e presidente dell’associazione Alice Onlus, dichiara: «Negli ultimi anni i disturbi dei comportamenti alimentari colpiscono anche soggetti di sesso maschile in età giovanile». Insomma, proprio quella tipologia di pubblico che segue le trasmissioni di Maria de Filippi, la “mamma” di figure quali il tronista e la corteggiatrice, sinonimo di quell’apparire a cui spesso aspira la bulimica tipo. Una delle insidie per le adolescenti è infatti l’esasperato modello di magrezza femminile imposto dalla televisione, specie in un momento in cui conflitto con il proprio corpo nel passaggio dall’infanzia alla vita adulta è problematico. Il momento della crescita e del cambiamento del proprio corpo non sempre è accettato dalla ragazzina, che spesso ricorre a diete ferree o a un esasperato abuso di esercizio fisico e che rischia di finire nel tunnel dei disturbi alimentari quali la bulimia e la anoressia. Basti pensare che secondo una ricerca dell’Università di Milano, metà delle teenager si considera grassa e in ogni classe c’è una ragazza a rischio bulimia. Un dato allarmante che deve far riflettere. Ma i sintomi per capire se una ragazzina soffre di bulimia ci sono, come spiega Andreoli: «La persona bulimica svuota la dispensa o il frigo in gran segreto, ma lascia i segnali, come Pollicino. Gli incartamenti dei cibi o gli avanzi li lascia nel cestino». Insomma, una richiesta di aiuto inconscia. Non solo: «Spesso i bulimici sono persone insospettabili, hanno un peso normale, per cui è difficile accorgersene dal fisico, ma occhio all’umore. Se gli anoressici hanno sempre l’umore alto, perché in grado di controllare il rapporto con il cibo con il digiuno, i bulimici sono spesso depressi, hanno forti sensi di colpa e per questo si rifugiano in se stessi rifiutando i rapporti sociali, come il mangiare insieme». E ancora: «Spesso sono ragazzi molto studiosi, bravissimi a scuola». Il consiglio è quello di far capire al sofferente che ci si è accorti del problema. Perché con la bulimia non si può scherzare.