7 febbraio 2012 - Cronaca    Commenta per primo!

Maltempo Abruzzo: Soccorsi, pronti un milione ma non basta

Tre giorni dopo che è divampata l’emergenza- maltempo con la chiusura per 48 ore dell’autostrada Roma- L’Aquila-Teramo-Pescara e migliaia di famiglie isolate, la Regione si decide a prendere in mano la situazione insediando il Comitato operativo di coordinamento e mettendo a disposizione un milione di euro per fronteggiare le prime spese. «In questo modo sarà assicurata la direzione sanitaria e il coordinamento delle attività emergenziali», affermano il governatore Gianni Chiodi e l’assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante che ieri hanno convocato la prima riunione con rappresentanti di prefetture, Province, Comuni, società di gestione di acqua, luce, gas, autostrada, trasporti, Asl, forze dell’ordine e di soccorso. Perché il Coordinamento è stato convocato solo dopo tre giorni? «La decisione è stata presa dalla giunta riunita oggi (ieri mattina) con la delibera che ufficializza la dichiarazione dello stato di emergenza del presidente Chiodi e che prevede lo stanziamento di un milione di euro dal fondo della Protezione civile», risponde Giuliante. Nella delibera c’è scritto che l’istituzione del Comitato operativo regionale si è resa necessaria per la portata dell’emergenza e per il perdurare delle criticità «viste anche le previsioni meteo poco rassicuranti per i prossimi giorni». Previsioni però che erano pessime già una settimana fa. «In previsione di una nevicata anche importante non si può dichiarare subito l’emergenza», risponde l’assessore, «e comunque, noi come Protezione civile, abbiamo sempre inviato report meteo alle prefetture che poi hanno pensato ad informare Province e Comuni in modo da prendere decisioni adeguate», risponde l’assessore. «In questa fase il nostro compito è stato, come dice la legge, quello di dare supporto alle operazioni di soccorso alle persone, non di operare per i disagi. Qualche carenza di sinergia può esserci stata nella prima fase di avvio, adesso c’è un’unica grande regia operativa. La Protezione civile regionale assume il coordinamento degli interventi dei settori interessati al soccorso in tutto il territorio regionale fermo restando le competenze proprie di prefetture ed enti locali». Ma la legge non dice che è necessario dichiarare lo stato di emergenza per convocare il Comitato operativo. «Noi ci siamo mossi con la stessa tempistica di altre Regioni, come ad esempio le Marche, quindi mi sento di dire che non ci sono stati ritardi, i soccorsi sono stati garantiti lo stesso», risponde Giuliante. Il Comitato valuterà tutte le domande di spesa che Comuni e Province riterranno opportuno presentare. Il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, vice presidente dell’Unione delle Province, ha già fatto notare ad esempio che il suo Ente non ce la farà a sostenere le spese per i danni alle strade. Così come il suo collega di Teramo Valter Catarra ha detto che la cassa è vuota dopo gli sforzi per l’alluvione. «Valuteremo caso per caso, secondo criteri oggettivi d’emergenza, è chiaro che in situazioni particolarmente gravi autorizzeremo la spesa o decideremo di intervenire direttamente noi», chiarsice l’assessore. Nel corso della riunione è stata scattata una fotografia delle priorità, disegnando una sorta di scaletta delle gravità: apicale (la Valle Roveto),, importante, disagi gravi e disagi correlati a quello che è successo. Il secondo passo è stato di stabilire un riferimento rispetto alle previsioni meteo, il terzo di predisporre una serie di azioni nelle zone più a rischio. LE INDUSTRIE. La Sevel (Gruppo Fiat), in Val di Sangro, dopo il fermo di ieri per tutta la giornata, ha deciso di annullare anche il turno di oggi dalle 5,45 fino alle 13,45: salgono così a 6mila i furgoni Ducato persi finora. E con la Sevel e il suo indotto si ferma anche la Honda, chiusa da ieri e per tutta la giornata di oggi. I DANNI. Confindustria continua la conta dei danni provocati dall’ondata di maltempo, il mondo dell’agricoltura, messo in ginocchio dall’emergenza neve, ha le idee più chiare, tanto che Coldiretti e Cia, la Confederazione italiana agricoltori, hanno sollecitato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, a richiedere lo stato di calamità naturale. Parla di «situazione pesante, al di là dei problemi legati alla viabilità», il direttore regionale della Coldiretti, Simone Ciampoli. «E’ difficile, al momento, quantificare l’entità dei danni, ma i problemi sono notevoli. Per quanto riguarda l’olivicoltura, ad esempio, le piante sono state stroncate, tanti vigneti sono crollati sotto il peso della neve e bisogna ancora vedere gli effetti del gelo. Si registrano inoltre», prosegue il direttore Coldiretti, «criticità di tipo strutturale, con serre e capannoni che rischiano di crollare ». Anche il presidente della Cia Abruzzo, Domenico Falcone, evidenzia come «le abbondanti nevicate e le gelate abbiano arrecato gravissimi danni», con centinaia di aziende agricole ancora isolate: «La situazione dell agricoltura è drammatica e richiede, da parte delle strutture territoriali del competente assessorato, un attento monitoraggio ». Intanto Confindustria prosegue nella conta dei danni, anche se un bilancio provvisorio parla di milioni di euro. «Basti pensare che tutto l’indotto Sevel e automotive» sottolinea il vicepresidente regionale della Confederazione, Paolo Primavera, «è fermo, con i dipendenti in cassa integrazione. Il problema principale è quello dell’approvvigionamento delle materie prime, ma è difficile anche far partire le produzioni a causa delle condizioni critiche in cui versa la viabilità». Primavera dice di non voler entrare nel merito della polemica sulla disorganizzazione nella gestione dell’emergenza: «Ritengo sia fondamentale la prevenzione: Comuni, Province, Regione e Protezione civile, in questi casi devono avere una unica cabina di regia, per cercare di ottimizzare le risorse sul territorio ed evitare situazioni di disagio». Dello stesso avviso il presidente regionale Mauro Angelucci, secondo cui «l’emergenza poteva essere gestita meglio». Soffrono anche le piccole e medie imprese. «Veniamo dallo sciopero dei Tir che già aveva creato problemi dal punto di vista degli approvvigionamenti », sottolinea Graziano Di Costanzo, direttore regionale Cna, «le imprese non hanno fatto in tempo a riprendersi, che è arrivato il maltempo ». ENEL. I tecnici Enel, anche con l’ausilio dei gruppi elettrogeni, hanno ripristinato altre 200 forniture elettriche. Sono ora 1.000 le forniture ancora disalimentate (erano 1.200 alle 16 di ieri). VALANGHE E NEVE. Secondo il Corpo forestale dello Stato, è alto in Abruzzo il pericolo valanghe. Nevicate sono previste di forte intensità sul versante adriatico. Le temperature molto rigide sono accompagnate da venti localmente forti che ridistribuiscono la neve fino a quote medie. Il primo accenno c’è stato ieri sera: a Pescara ha cominciato a nevicare alle 20.

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