Ma come si paga l’Imu e cos’è una prima casa?


Il 18 giugno, cioè tra due lunedì, scadono i termini per il pagamento dell’Imu, già Imposta Municipale Unica e adesso Imposta Municipale propria. E a questo punto, sembra che il governo sia orientato a dire no allo slittamento della data richiesto da molti. In pratica è una tassa sulla casa, che distingue tra abitazione principale (quella che un tempo si chiamava “prima casa”) e immobili di altro genere. Alla quota che vuole lo Stato (0,4% per la principale, 0,76% per le altre: in pratica 4 o 7,6 euro per ogni mille di valore) si deve aggiungere la quota che potrebbero pretendere i comuni: +0,2% sull’abitazione principale, più 0,3% sugli altri immobili. L’imposta si può pagare in tre rate (casa principale) o in due (il resto). Il saldo sarà dovuto il 17 dicembre e solo allora si pagherà anche l’addizionale decisa dai comuni. I comuni potrebbero anche diminuire l’imposta dello stesso 0,2-0,3%, no? Sì. Tuttavia l’Osservatorio sulle tasse locali della Uil ci ha fatto sapere che su 104 capoluoghi di provincia, il 40% ha già deliberato gli aumenti, specialmente sulle seconde case. Roma, Napoli e Milano hanno portato l’aliquota dal 7,6 al 10,6 per mille. In soldoni: una prima casa di cinque vani, alla fine, avrà pagato 639 euro a Roma, 427 aMilano, 303 a Napoli. Mi pareche prima di tutto bisogna stabilire il valore della casa. L’imposta, infatti, è in percentuale su questo valore.

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