Meno di quattro ore. L’effetto positivo del tanto annunciato voto greco è durato lo spazio di una mattina sotto la spinta di una nuova, forte pressione di vendite soprattutto sui titoli iberici. Ieri la Banca di Spagna ha certificato che i prestiti in sofferenza delle banche continuando ad aumentare, incrementando livelli già a massimi storici e l’allarme si è tradotto in un nuovorecord assoluto degli spread. Se ai primi scambi i rendimenti dei Bonos decennali si erano lievemente attenuati, al 6,82 %, successivamente sono arrivati a toccare un nuovo record a 588 punti base, pari al 7,28%, per chiudere a 575 sopra persino il differenziale irlandese. Il commissario europeo alla concorrenza, Joacquin Almunia ha cercato di rassicurare affermando che il paese non richiederà un salvataggio vero e proprio: paga caro sui bond,maalle sue aste continua a registrare richieste. «Le porte dei mercati restano aperte», ha detto Almunia, non convincendo però i mercati che hanno investito di vendite anche titoli italiani e francesi. Lo spread BTp-Bund ha chiuso a 464,4 punti base, con il rendimento del decennale al 6,05% mentre per i decennali francesi si sono toccati i 114 punti. Prende così sempre più corpo a livello europeo la proposta, lanciata dall’Italia, per un meccanismo automatico di controllo degli spread e ribattezzato dalla stampa «serpentone (o Sme) europeo ». «Stiamo riflettendo, potrebbe essere un tema per il prossimo Eurogruppo se riusciamoa definire i dettagli», ha detto il ministro degli Affari europei Enzo Moavero a Bruxelles. L’Italia auspica un intervento diretto della Bce, possibile perché si tratterebbe di intervenire nel mercato secondario, ma la questione è tutta aperta. L’obiettivo del meccanismo è impedire oscillazioni eccessive dei tassi di interesse rispetto al Bund tedesco, «anche per evitare -ha detto Moavero – che ci siano ripercussioni sull’economia reale, nel senso dei maggiori tassi di interesse a cui le imprese sono costrette a finanziarsi rispetto a quelle di altri paesi». La scelta dell’istituto finanziario che dovrebbe funzionare da «scudo anti- spread» dopo una certa soglia «non è però facile», ha detto il ministro. L’auspicio dell’Italia – che soffre particolarmente per gli effetti negativi del differenziale degli spread – è che possa essere la Bce,«ma non lo chiediamo esplicitamente – ha precisato Moavero – per rispetto della sua autonomia ». Il ministro spagnolo delle Finanze, Cristobal Montoro, ha fatto appello alla Bce perché‚ risponda «con fermezza» alla «insistente pressione» dei mercati, di fronte ai persistenti dubbi sulla capacità di recupero dell’economia spagnola e sul futuro dell’euro. «Ostacolare lo sviluppo del progetto comune dell’ euro», ha detto Montoro. Il ministro ha riconosciuto che la situazione economica spagnola «è critica» ed attraversa «un momento cruciale», in un nuovo lunedì nero per gli spread. Di fronte a queste nuove tensioni inevitabili i tonfi dei mercati: Madrid è stata la peggiore, con un calo del 2,96%, seguita da Milano (-2,75%) mentre Parigi ha registrato un -0,69% e mentre Francoforte e Londra hanno chiuso con il segno positivo (+0,33% e +0,22%). Ieri ha festeggiato solo Atene (+3,64%) che ha visto allontanarsi il rischio di un uscita dall’euro anche se la revisione del memorandum è ancora tutta da trattare.