Obama, Monti e Hollande sulla stessa linea: serve un patto per salvare l’euro e far ripartire la crescita. Bisogna stare attenti che non finisca come tra Davide e Golia. C’è un piccolo paese, la Grecia, che rischia di essere quel granello di sabbia che ferma la ruota del treno degli otto “grandi” del mondo, che oggi si riuniscono a Camp David, sotto la presidenza di turno statunitense, nella casa di campagna del presidente Usa. «Per avere un clima più informale », ha spiegato Barack Obama nei giorni scorsi. Di un po’ di informalità, di un po’ di calma gli otto (Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Canada, Italia e Russia, più l’Unione europea, che da qualche anno è in proprio membro a tutti gli effetti del club) hanno bisogno, perché chi più chi menosono tutti sotto stress. Come ha riconosciuto Mario Monti, il vertice «avviene in un momento in cui la situazione economica e finanziaria mondiale ed europea è molto complicata. Lo sappiamo tutti». Poi ci sono i problemidei singoli. Obama già sta lavorando alla campagna elettorale, gli europei stanno cercando di venire fuori dalla crisi e dal disastro greco, il Giappone fa i conti con una difficile situazione economica e politica interna, in Russia Putin deve fronteggiare un’opposizione che mai è stata così forte. La questione della ripresa sarà al centro dei colloqui, perché se va male l’economia a ruota va male tutto. Mario Monti e François Hollande sono gli uomini del momento. Il presidente del Consiglio tiene a far sapere che qui «vengo a rappresentare un’Italia con le carte in regola». E anche da Obama ha ricevuto la sua consueta dose di fiducia. Sarà lui, infatti, ad aprire la prima sessione di lavoro del secondo giorno dedicata a “Economic and Global Issues”, “Questioni economiche e globali”, certamente unadelle più delicate. Prima dell’inizio dei lavori alle 19.30, l’1,30 in Italia, i due hanno anche avuto un nuovo incontro a tu per tu. «L’Italia – ha spiegato il professore ai giornalisti – ha una sua posizione da esprimere con forza nel quadro europeo, perché ci sia a livello mondiale ed europeo una crescita molto più vigorosa ». E’ questo il rovello centrale del vertice, di ogni vertice che si svolga in Occidente: trovare la via per la crescita, per scrollarsi di dosso quattro anni di indici sempre al ribasso, tranne quello della disoccupazione. Bisognerà farlo, e c’è l’accordo di tutti, salvaguardando i bilanci pubblici, per evitare nuovi avvitamenti in spirali nelle quali si perde il controllo. Lavorare a una ripresa, spiegherà Monti ai colleghi, «che consenta di mantenere nel tempo quegli equilibri di bilancio pubblico che l’Italia per prima con tanta fatica ha raggiunto e intende mantenere in un quadro di crescita ». Un altro debuttante di lusso al G8 è il presidente francese Hollande. Risolte le questioni di protocollo per la sua compagna, che seguirà il programma per le signore offerto da Michelle Obama come se fosse una moglie “vera”, il nuovo capo dell’Eliseo dovrà conquistareunsuo spazio inuncontesto dove si sgomita parecchio. «Voglio che si affermi una forte alleanza con gli Stati Uniti», ha detto ieri dopo il suo primo colloquio bilaterale con Obama, durante il quale ha sottolineato che «la crescita deve essere una priorità». Si batte sempre sullo stesso tasto. Hollande ha poi visto anche Monti, il quale ha incontrato a sua volta il premier russo Dmitri Medvedev, che fino a qualche giorno fa era il presidente. Il nuovo leader russo non si è fatto vedere a CampDavid, ed è la prima volta che accade da quando Mosca, nel 1997, è entrata nel club.Dopo una campagna elettorale che in politica estera si è concentrata sulla polemica contro Washington, la scusa ufficiale è che Vladimir Putin sta lavorando alla formazione del governo, e non può allontanarsi dal suo ufficio. D’altra parte Medvedev di esperienza ne ha, ha già partecipato ad altri G8 e dunque se la caverà benissimo, anche questa volta, a fare il portavoce di Putin come ha fatto negli ultimi anni. Però tra qualche giorno il presidente russo parteciperà al G20, in Messico, dove gli Usa e gli occidentali avranno un ruolo non daprotagonisti. La scommessa di Putin è infatti sui Bric (Brasile, Russia, India, Cina), piuttosto che sull’affaticata Europa o gli Usa. Quindi Grecia e misure per il rilancio saranno il piatto forte di questa due giorni che comincia oggi, come ha chiesto anche il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner: «Nonbasta l’austerity, servono investimenti».Una nuovamazzata sul capo di Angela Merkel, che arriva negli Usa fresca di due pesanti sconfitte elettorali e sempre più isolata sul piano europeo e mondiale. Ma nel menu ci saranno anche altre questioni, in particolare di politica internazionale, della quale si è parlato ieri a cena, e poi il clima e la fame in Africa. Per discutere di questo tema Obama ha anche invitato un gruppo di leader africani.