«Si è usata nei miei confronti un’aggressione politico-mediatica », anche «con l’intento di una sorta di golpe per costringermi alle dimissioni» ma «non mi dimetto». L’ha detto Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, parlando delle ultime indiscrezioni dell’inchiesta su Pierangelo Daccò che lo riguardano. In particolare quelle pubblicate da “Il Fatto” sui presunti 9 milioni ricevuti dal faccendiere. «Palesi falsità» per Formigoni. Il presidente della Regione lombarda l’ha ribadito durante una conferenza stampa, nella quale ha confermato l’intenzione di querelare gli estensori degli articoli: «Sarò durissimo contro chi continuerà ad attentare alla mia onorabilità». «Prendo atto con piacere e soddisfazione- haaggiunto – per l’apertura di un’indagine sui giornalisti del “Fatto Quotidiano”. Prendo atto con piacere e soddisfazione che c’è un’azione incisiva della Procura di Milano nel perseguire le violazioni reiterate del segreto istruttorio nei miei confronti». Formigoni non è entrato nel dettaglio di quei 9 milioni di euro cui ammonterebbero, nel documento della polizia giudiziaria pubblicato ieri dal “Fatto”, i favori da Pierangelo Daccò. Si è limitato a parlarne come di «pretese ipotesi investigative, ammesso che ci siano, semplici carte di lavoro». Il presidente della Lombardia, parlando di sè in terza persona, haripetuto invece che «a parere dei giornali, Formigoni è già indagato, non importa citare la fonte: ma è passato un mese e mezzo e a tutt’oggi Formigoni non ha ricevuto alcuna comunicazione di garanzia». Ha poi mostrato come a suo giudizio nei resoconti stampa siano state scritte cose non vere a proposito delle dichiarazioni ai pm del faccendiere Daccò che lo tirerebbero in ballo. Sui presunti finanziamenti a Formigoni il “Fatto Quotidiano” cita un’informativa segreta della polizia giudiziaria di 200 pagine inviata al procuratore aggiunto FrancescoGreco e aipmmilanesi.