Fatti dall'Italia
Commenta per primo! Piano per risparmiare gas. Riduzioni a 400 aziende
L’emergenza resta ma l’allarme rosso sul fronte energetico sembra rientrare. Per il comitato strategico riunito una paio di volte al ministero dello Sviluppo la «situazione è sotto controllo». E anche l’Eni, a fine giornata, ha annunciato che «dalla Russia, dove le condizioni meteo stanno migliorando, è arrivato un incremento di gas verso l’Italia, possiamo tranquillizzare tutti, abbiamo scorte per altri 20 giorni ». Fino alle 14 però si era registrato un calo del 10% delle forniture dalla Russia mentre Gazprom ammetteva di non essere in grado di erogare il gas in più chiesto dai Paesi dell’Unione europea. Le scorte per 20 giorni confermate ieri dal comitato strategico sono tuttavia un periodo sufficiente perché il freddo polare molli la presa e si torni verso la normalità . In soccorso dell’Italia è arrivata anche la Tunisia le cui autorità governative hanno rinunciato a una quota di gas algerino di loro spettanza a favore del nostro Paese. Da Bruxelles, che da giorni monitorava preoccupata la situazione italiana, un benestare alle misure prese da Palazzo Chigi. «Sono adeguate e basate sul mercato — ha affermato il portavoce del commissario all’energia Gunter Ottingher — per ora non è necessario far scattare interventi europei». Polemico contro Bruxelles invece l’ex ministro dell’Industria e grande esperto di energia Alberto Clò secondo il quale l’Ue «non ha fatto nulla, non ha tentato nemmeno un minimo di coordinamento». Bene si è comportata l’Italia che — sempre per Clò — ha reagito correttamente anche perché la consistenza delle scorte è «rassicurante ed è molto maggiore rispetto a quella che avevamo nel 2006 quando ci fu la crisi tra la Russia e l’Ucraina». Il livello oggi è al 40% mentre in quel periodo era del 10%. Oltre al comitato strategico è intervenuta anche l’autorità per l’energia che ha stabilito le modalità in base alle quali Terna dovrà gestire la produzione di energia elettrica delle centrali non alimentate a gas. Soprattutto di quelle autorizzate l’altro giorno dal comitato per usare olio combustibile. In tutto sono cinque le centrali che a regime sono in grado di compensare una importazione di circa 20 milioni di metri cubi di gas al giorno. Ieri il consumo di gas ha raggiunto quota 460 milioni di gas, il maggior picco nella recente storia energetica. Anche per contrastare questa emergenza è stata disposta dal comitato strategico l’interrompibilità per circa 400 aziende. Una mossa tuttavia che ha scatenato la reazione degli imprenditori energivori di Confindustria. Secondo il presidente di Gas Intensive Paolo Culicchi «l’ordine di fermata agli impianti non ha rispettato i tempi previsti e ha causato gravi problemi alle aziende». Per Culicchi inoltre, se i distacchi «dovessero andare avanti per oltre 3 giorni ci sarebbe un impatto negativo sul Pil dell’1%». Uno scenario che non rientra nei calcoli fatti dal presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli: «La decisione di interrompere le forniture ai clienti industriali non riguarda grossi volumi, si parla di 4-5 milioni di metri cubi di gas in meno al giorno». Dal ministero dello Sviluppo si rimanda al mittente, nel merito, la lamentela imprenditoriale. Per il sottosegretario alle Infrastrutture Claudio De Vincenti «sono le imprese che hanno chiesto di aderire ai più vantaggiosi contratti con la clausola del distacco che prevede la riduzione del consumo di gas in caso di emergenza». Ora non possono chiedere il contrario.