Fatti dall'Italia
Commenta per primo! Manovra, sì al Senato Oggi diventerà legge
Il primo passaggio di quello che Giorgio Napolitano ha definito «un miracolo» — ovvero l’approvazione di una manovra correttiva per il pareggio di bilancio nel 2014 da ben 79 miliardi, in tempi rapidissimi, senza ostruzionismo né assalti alla diligenza — si è compiuto ieri pomeriggio, in Senato. Con la fiducia, con 161 sì e 135 no, con il ringraziamento ai parlamentari di maggioranza «e soprattutto a quelli dell’opposizione» da parte del presidente Renato Schifani che molto si è speso perché l’accordo si chiudesse e i nodi che hanno tenuto impegnato governo e maggioranza fino a notte fonda si sciogliessero, il passo più difficile è stato compiuto. Oggi, alle sei del pomeriggio, la Camera — sempre con un voto di fiducia— approverà in via definitiva il provvedimento che dovrebbe, nelle intenzioni del governo e nella speranza di tutti, frenare i potenti attacchi speculativi scatenati contro l’Italia tra venerdì e lunedì scorsi. E la riapertura dei mercati dopo il week-end dovrebbe già fornire una risposta significativa alla domanda se gli sforzi della politica hanno prodotto risultati o no, e fino a che punto. Ma quello che già si sa, è che il clima da unità nazionale che ha portato all’approvazione in tempi record della manovra non è affatto destinato a durare. Dall’opposizione infatti è già partito l’attacco sia contro la manovra, sia contro un governo al cui leader tutti chiedono un immediato passo indietro. Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, incontra il Governatore di Bankitalia Mario Draghi per parlare della situazione economica, il compagno di partito Maurizio Migliavacca avverte: «Faremo iniziative contro queste misure inique con le quali il governo vuol far pagare agli italiani il prezzo pesantissimo del suo fallimento» . Ed Enrico Letta ribadisce la richiesta di dimissioni di Berlusconi: «L’abbiamo rischiata grossa questa settimana, da lunedì non si può continuare così, ci vuole un nuovo governo» , che per Pier Ferdinando Casini deve essere tecnico e di unità nazionale. Ipotesi seccamente respinta da Fabrizio Cicchitto: «Sarebbe un salto nel buio» , e sarebbe secondo Osvaldo Napoli «la confisca della politica» . Ma non c’è dubbio che nella maggioranza ormai ogni giorno venga vissuto come una battaglia. Gaetano Quagliariello, che rivendica il superamento dello scoglio manovra come «un miracolo anche nostro, visto che il mio gruppo ha presentato solo 5 emendamenti…» , ammette che non sarà facile ma è convinto che il Pdl possa portare a termine tre missioni prima della pausa estiva: «Revisione dell’assetto di governo con la sostituzione di Alfano, rilancio del partito, e difesa delle prerogative dei parlamentari e della giustizia secondo il principio per cui bisogna garantire il garantismo senza che questo diventi innocentismo» . Significa che la sostituzione di Alfano dovrà avvenire al più presto, prima che rischi di ingarbugliarsi la situazione ulteriormente, con altri passaggi delicatissimi come il voto sulla richiesta di arresto per Papa e il caso Romano, per il quale le opposizioni hanno già presentato mozioni di sfiducia individuale. Se a ieri sera il candidato più probabile per il ruolo di Guardasigilli era Renato Brunetta (Anna Maria Bernini prenderebbe il suo posto alla Funzione pubblica), sulla «questione morale» e come risolverla si va di rinvio in rinvio perché la partita è apertissima. Il che rende ancora pericolosamente surriscaldato il clima nella maggioranza.