Giallo sul voto degli italiani all’estero

Subito dopo il via libera della Cassazione al quesito sul nucleare, con la nuova formulazione, si apre il giallo sul voto dei 3 milioni 200 mila italiani residenti all’estero. I connazionali che vivono in altri Paesi si sono infatti già espressi sulle schede con il vecchio testo e non ci sono i tempi tecnici — fanno sapere al Viminale — per stampare ed inviare la nuova formulazione. L’opposizione protesta con forza, accusando il governo di «escludere di fatto il voto all’estero e pregiudicare così il quorum» , ma lo stesso ministero dell’Interno sarebbe orientato a considerare valido il voto già effettuato. Entro oggi i consolati dovranno ricevere le schede votate, che saranno poi rispedite il 9 giugno in Italia per lo scrutinio. Ora si attende di leggere le motivazioni della Suprema Corte, che saranno rese note venerdì prossimo, per capire se i giudici hanno dato indicazioni per risolvere il problema. Il costituzionalista Alessandro Pace, intervenuto ieri per conto dell’Idv, ha chiesto che siano considerate valide le schede già votate. Ed è possibile che sul caso ci sarà comunque un pronunciamento della Cassazione nel caso in cui i voti all’estero siano decisivi per il raggiungimento del quorum. Intanto, insorge l’opposizione, con una nota congiunta siglata da Pd, Psi, Fli, Udc, Idv e Sel: «Il governo, dopo aver tentato inutilmente di impedire il pronunciamento sul nucleare, ora faccia di tutto per garantire il voto dei cittadini all’estero» .

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