Fatti dall'estero
Commenta per primo! Cento morti in Ucraina, Danubio gelato
L’“Orso siberiano” continua a far paura in tutto l’Est e a esigere un sempre più alto tributo di vittime. I numeri più allarmanti arrivano dall’Ucraina, dove lo Stato sta cercando, invano, di porre un freno alla morte di centinaia di persone, in gran parte senzacasa, allestendo migliaia di tende riscaldate, un minimo riparo contro i -30 gradi della notte. Sono ormai «2.940 i punti di riscaldamento operativi nel Paese», ha spiegato ieri, nel consueto stringato comunicato stampa giornaliero, il ministero delle Emergenze di Kiev.Mai deceduti percongelamento aumentano giorno dopo giorno. Ed è una vera strage: in totale «i morti per grave ipotermia sono 101», di cui una trentina solo ieri, 64 i corpi recuperati per strada, 1.250 i ricoverati per assideramento negli ospedali nazionali nell’ultima settimana. Numeri di guerra anche nella vicina Polonia, dove il termometro è sceso a -34 in alcune regioni, soprattutto quelle meridionali. Il bollettino delle vittime è salito a 37, 75 dall’inizio dell’inverno e ben 17 nelle ultime 48 ore. Anche in questo caso si tratta per lo più di vagabondi. La polizia polacca ha lanciato una campagna intitolata «L’inverno attacca gli indifesi, non siate indifferenti», chiedendo ai cittadini di segnalare i senzatetto che si trovano all’aperto, così da poterli accompagnare in rifugi riscaldati. Nella confinante Germania sono duei deceduti per il gran freddo, un “homeless” a Magdeburgo e un’anziana che si era arrischiata a fare il bagno in un lago ghiacciato in Sassonia, mentre in Belgio la neve di ieri ha bloccato Bruxelles e causato code da record (1.100 km in totale) sulle strade. Anche dalla Russia, pur abituata al freddo siberiano, giunge il primobilancio ufficiale delle vittime: 64 a gennaio. E la tv “all news” Russia Today racconta che in Kazakhstan, nello zoo della città di Karagandy, le scimmie vengono “rincuorate”, per resistere all’aperto a -38 gradi, con un cocktail di vino, limone, zucchero e mele. Moltopiù a ovest, buona parte del tratto del Danubio che separa la Bulgaria (12 morti) dalla Romania è ghiacciato e impedisce la normale circolazione fluviale. E proprio in Romania, il bilancio è salito a 24 morti, «due nelle ultime 24 ore», informa il ministro della Salute di Bucarest. Nei Balcani è arrivata intanto la temuta perturbazione che ha portato intensissime nevicate sulla regione. In Croazia, neve e ghiaccio hanno coperto e raggelato perfino l’Istria e la costa adriatica, imbiancando Spalato e causando seri problemi al traffico stradale e ai rifornimenti di generi alimentari. Ed è vera emergenza neve in Serbia (otto deceduti per il gelo). Anchea Belgrado la neve è caduta più che copiosa, obbligando alla chiusura delle scuole e facendo collassare il traffico cittadino: impossibile per gli spazzaneve fare il proprio lavoro. Il governo ha decretato lo stato d’emergenza in 17 comuni, isolati da giorni dal resto del mondo, mentre le previsioni annunciano precipitazioni nevose per almeno altre 72 ore. «Mai vista tanta neve in questo periodo, se continua così arriveremo aun metro», osserva una giovane signora di fronte a uno dei mercati all’aperto della capitale serba, completamente deserto. Unica consolazione: gli autobus e i tram belgradesi, molti arrestati dal gelo, accolgono a bordo i senzatetto per ripararli dal freddo. Ma non è solo l’Europa centro- orientale – Cechia 11 morti, 2 in Slovacchia – a essere stata colpita da un’ondata di freddo straordinaria. In Giappone, con la colonnina di mercurio costantemente sottozero, soprattutto a nord, in due mesi si sono registrati 56 morti per congelamento.