Forse un passaggio in Tribunale per il processo Mills, sicuramente un incontro al Quirinale con il capo dello Stato, probabilmente un vertice con Bossi: si annuncia piena e cruciale la giornata di Silvio Berlusconi, su tutti i fronti. Se i tempi lo permetteranno, il premier— di ritorno dalla Sardegna — sarà presente — assicurano i suoi avvocati — all’udienza a Palazzo di Giustizia. Ma certamente, salirà al Colle per un incontro che era stato fissato per domani ma che è stato anticipato dopo contatti tra Gianni Letta e il Quirinale per stringere i tempi delle decisioni che andranno prese. D’altra parte, con Napolitano gli argomenti da affrontare sono parecchi e delicati: sicuramente si parlerà del dopo manovra economica, dei provvedimenti che il governo ha intenzione di adottare per consolidare il processo di rientro dal debito ma anche per rilanciare lo sviluppo. Sarà un passaggio vero visto che l’incontro si tiene, non a caso, nel giorno della riapertura dei mercati dopo la manovra, e visto che il capo dello Stato non sembra voler rinunciare al suo ruolo di suggeritore del dialogo fra maggioranza e opposizione che ha avuto nel complicato passaggio dell’approvazione della manovra. In vista del vertice europeo di giovedì, nel quale i leader discuteranno delle misure da prendere per respingere gli attacchi della speculazione sull’eurozona, nell’entourage del presidente del Consiglio si attendono la richiesta di chiarimenti da parte di Napolitano sulla tenuta del governo, sulla possibilità di portare a termine davvero le riforme promesse, e sul come. Ma una certezza c’è: «Non esiste alcuna possibilità di esecutivi tecnici o istituzionali: il governo ha avuto 316 voti sulla fiducia, e questa è una barriera insuperabile» , scandisce Paolo Bonaiuti. Ma nel colloquio grande spazio avrà anche il tema della sostituzione di Angelino Alfano al ministero della Giustizia, ormai imminente se è vero che il segretario del Pdl come primo atto ufficiale incontrerà i coordinatori regionali del suo partito già dopodomani. E non è un mistero che il capo dello Stato, nella scelta del suo successore, vuole avere voce in capitolo. Tanto più in un momento di grande tensione tra politica e giustizia e nel bel mezzo di una nuova «questione morale» che scuote il palazzo e che vedrà il suo momento clou a livello parlamentare mercoledì, quando alla Camera verrà votata la richiesta di arresto per Papa. Berlusconi su questo passaggio si sente abbastanza tranquillo nonostante le dichiarazioni altalenanti e i dubbi di Bossi ma nel Pdl si suggerisce prudenza: la Lega ci farà ballare fino all’ultimo momento, Tutto aperto anche sulla successione di Alfano, per la quale ancora non sembra emergere un nome certo. Il premier dovrebbe presentarsi al Colle con una rosa di candidati, tra i quali i più forti restano Renato Brunetta (il preferito dal premier, nonostante i dubbi nel centrodestra sul suo «caratteraccio» ), Donato Bruno, Nitto Palma, Anna Maria Bernini e, new entry, anche Enrico La Loggia. Ma non è escluso che qualche nome forte come quello di Lupi (che però si dichiara indisponibile) possa tornare in auge all’ultimo momento, mentre sembra escluso un tecnico. La giornata di Berlusconi dovrebbe concludersi con un incontro con Bossi: caso Papa, rimpasto (in ballo ci sono anche le Politiche comunitarie, potrebbero andare a un leghista) e decreto rifiuti nel menù dei due leader. Sempre che dal fronte dei mercati e da quello giudiziario non arrivino nuovi assalti.