Calciomercato Torino: Cairo fa sperare Antenucci


TUTTOSPORT PIERO VENERA Il weekend non è passato invano, pur se non è risultato decisivo per larrivo di nuovi rinforzi, dopo lapertura di una comproprietà per Darmian . Da Forte dei Marmi il presidente Cairo ha chiamato al telefonino Antenucci , spiegandogli nei dettagli tutti i retroscena legati alla sua compartecipazione e al riscatto alle buste da parte del Catania. Più che un gesto dovuto è stato un atto voluto. Il modo per confermare allattaccante ciò che Cairo aveva già spiegato al suo manager, Silvio Pagliari . Le buste appaiono un azzardo, in realtà spesso non sono altro che lepilogo di un deliberato calcolo, di una sottile strategia. Torino e Catania si sono parlati molteplici volte, nellultimo mese, ma senza capirsi mai. Cairo voleva riscattare lattaccante abruzzese, però alle sue condizioni: tantè che in extremis aveva ancora offerto un milione al club di Pulvirenti . Ciascuno può giudicare se fossero tanti o pochi, però considerando che per riscattare la seconda metà di Meggiorini (pagato 1,2 milioni per accendere la compartecipazione col Genoa) il Torino ha speso 600 mila euro. La crisi economica influisce pure sul borsino dei giocatori, pur restando il calciomercato la sintesi perfetta tra la domanda e lofferta. Il Catania ha giudicato insufficiente lultima proposta cairota, e così ha preferito ricorrere alle buste, indicando – oggettivamente con coerenza – quella che riteneva essere la più equa valutazione di Antenucci. VENDERE E COMPRARE A Catania sanno bene che lattaccante non smania di tornare, ritenendo di aver chiuso la sua esperienza colà. Peraltro è ipotizzabile che la strategia di riscattarlo a tutti i costi sia figlia di unaltra necessità: acquistare tutto il cartellino di Antenucci per poi rivenderlo – con un congruo guadagno – a unaltra squadra. Possibile. Possibilissimo, per quanto non sembra che in serie B – a parte lambiziosissimo Spezia – ci siano tanti club in grado di permettersi lingaggio dellattaccante abruzzese, oltre al suo acquisto. Daltra parte non si può neppure escludere che la forzatura del Catania sia la conseguenza di un feeling dirigenziale ancora da registrare e perfezionare. Nel club di Pulvirenti sono infatti passati dalla gestione unica e indiscutibile del deus ex machina , Lo Monaco, alla distribuzione dei ruoli e delle poltrone. Così ora di questioni tecniche si occupano il direttore sportivo Salerno , il responsabile dellarea tecnica Bonanno e il direttore generale Gasparin . Difficile credere che il Torino si sia confrontato con tutti e tre, nellultimo mese. Risulta tuttavia che la scelta finale del Catania sia stata assunta dal dg, con cui però Cairo non pare abbia parlato nellimminenza di approcciarsi alle buste. Anche questa comunicazione ondivaga potrebbe aver generato qualche incomprensione, non si può escludere. Ma questa, ormai, è storia vecchia. Ieri Cairo ha parlato a lungo con Antenucci. Non gli ha fatto vacue promesse, ma gli ha garantito che tornerà a parlare con il Catania di lui. Anche di lui, se vogliamo dirla tutta, giacché non sorprende più nessuno che il Toro occhieggi, cercando di non farsi scoprire troppo, Maxi Lopez . Un altro, oltre ad Antenucci, che ha già fatto capire ai dirigenti del Catania di voler essere ceduto in unaltra squadra. E il Toro (malgrado in unintervista esclusiva a Tuttosport largentino abbia auspicato un trasferimento in una squadra da Champions League, indicando espressamente la Juventus, nelle scorse settimane) poi, col passare dei giorni, ha riconquistato tutto il suo fascino. Tantè che Maxi Lopez ha corretto il tiro, precisando che a fronte di una proposta seria e ufficiale del club granata lui non avrebbe alcuna preclusione a valutarla come si conviene. Morale: un conto è leterea ambizione, tutto un altro la reale situazione. Su Maxi Lopez esiste e resiste linteresse di club che valgono il Toro, in termini di potenzialità e aspettative, sicché Cairo ha tutti i buoni argomenti per sedersi al tavolo col Catania. I rapporti tra le due società non sono stati scalfiti nemmeno dalle buste per Antenucci: ognuno ha giocato la propria partita. Cairo non ha detto ad Antenucci che sicuramente tornerà al Toro, però nemmeno lha escluso. Ora toccherà agli uomini-mercato riallacciare i contatti, linteresse è comune: in fin dei conti tutti gli affari nascono così. Da una parte devesserci la volontà di vendere, dallaltra la necessità e la disponibilità per comprare.