Colazione da Elizabeth? Sì, ma con il despota. Non c’è niente da fare: per la royal family, evento che fai, polemica che monti. Questa volta a dare scandalo e far imbufalire mezzo Regno non sono state però né le chiappe di Pippa né le sbronze di Harry, bensì il cerimoniale di palazzo, voluto da lei, la granitica, l’inossidabile regina Elisabetta. Il polverone è scoppiato durante il mega royal lunch offerto ieri da Sua maestà a decine di capi di Stato e teste coronate provenienti da mezzo mondo, come preludio ai festeggiamenti del giubileo di diamante, in programma dal 2 al 5 giugno, per i sessant’anni di regno della sovrana. A far scoppiare le polemiche, la lista degli invitati: una lista “macchiata di sangue” per molti attivisti dei diritti umani ed esponenti politici dell’Isola, che hanno tuonato contro la presenza di dittatori e despoti sanguinari, da tempo inseriti in specifiche black list dalle organizzazioni pacifiste. Personaggi del calibro di Hamad al-Khalifa, sovrano del Bahrein, accusato di aver recentemente represso nel sangue le manifestazioni di protesta scoppiate nel suo Paese. Oppure altri gradevoli “zar” di turno comelo sceicco NasserMohamed Al-Jaber Al-Sabah del Kuwait, piuttosto che il principe saudita Mohammed Bin Nawaf Bin Abdulaziz. Contestato e accoltoda sonore proteste di gruppetti di attivisti, anche il re dello Swaziland, Maswati III, l’ultimo monarca assoluto del continente africano, che si autodefinisce il tiranno “leone”. Restada capire se i manifestanti l’abbiano preso di mira per il suo notorio amore per il lusso sfrenato in un Paese in cui la gente muore di fame, o per le scarpe della consorte (in realtà una delle sue mogli), che ha varcato l’ingresso della residenza reale di Windsor con delle calzature-struzzo di rara bruttezza, tempestate di perle e brillanti (tutti diamanti veri, c’è da scommetterci) e incomprensibili ciuffetti di pelo, con qualche spruzzatina fucsia quae là. Un azzardo anche per Lady Gaga. E pensare che per una volta, nell’incantevole cornice del castello di Windsor, sembrava filare tutto liscio. Harry alla larga dalla zona bar, le sorellastre Eugenia e Beatrice con mise sobrie e senza (God bless) imbarazzanti protuberanze in testa, Kate e William sicuri padroncini di casa in veste pantofolaio- chic. E invece no. Quello di ieri, secondo i tabloid inglesi, potrebbe essere ricordato comeil banchetto dei despoti. «La lista degli invitati diffusa da Buckingham Palace è un errore di giudizio sconvolgente e dimostra che la regina è lontana dai valori umanitari del popolo britannico», ha attaccato l’attivista Peter Tatchell. «La regina deve scuse personali a tutti quelli che si battono per la libertà in questi Paesi e alle famiglie di coloro che sono morti per questo», ha invece denunciato Graham Smith, direttore di Republic, gruppo anti-monarchico. Critiche sono arrivateanche dall’ex ministro laburista, Denis MacShane, secondo cui il Foreign Office avrebbe dovuto «proteggere la regina anziché esporla a una colazione con dei tiranni».BuckinghamPalaceha preferito trincerarsi dietro un no comment, mentre un portavoce del Foreign Office ha voluto rimarcare che «le celebrazioni per il giubileo non sono un evento politico», aggiungendo che «l’apertura dimostrata è un chiaro supporto al processo di sviluppo dei diritti umani». Polemiche a parte, a banchettare con la regina ieri c’erano tutti. A partire dalla famiglia reale al completo. Occhi puntati, neanchea dirlo, su Kate.