Un unico rivale, annusato come suo simile, pari per talento: Lewis Hamilton. Farà piacere all’inglese depresso la dichiarazione di stima (non certo d’amore) che gli ha rilasciato Fernando Alonso, venuto qui, ad Abu Dhabi, capitale delle occasioni perse, con l’impegno di provare quanto sia vera una delle frasi più abusate dagli sportivi, ovvero che «noi guardiamo sempre avanti».
Il pilota che guarda sempre avanti pensa coerentemente alla prossima macchina («Ci lavoriamo ai venerdì di gara, la cosa più importante ora è verificare che i dati della galleria del vento siano confermati dalla pista»), alla prossima stagione, ai prossimi rivali (e quindi Hamilton).
Il pilota che guarda avanti sostiene coerentemente che, aperti gli occhi ieri mattina sulla pista di Abu Dhabi, il primo pensiero che gli è passato per la testa è stato: «Che posto magnifico per correre». «Lo so che è difficile credermi, ma mi sono svegliato, sono andato in piscina, il clima era fantastico, si vedeva il circuito dipinto di azzurro. Ho pensato: bello. E anche comodo: vengo a piedi». Poi ride, consapevole dell’enormità di quello che ha detto perché qui l’anno scorso la Ferrari gettò al vento il più incredibile dei Mondiali. Persino inutile ricordare la partenza infelice, il clamoroso errore tattico (che costò il posto a Chris Dyer), quei giri passati impotente dietro a Petrov, il 7° posto finale, quando bastava arrivare quarti (e persino in questa stagione tormentata sono arrivati nove podi e tre quarti posti). Roba da sognarsela ancora la notte. «Ma no, voltare pagina non è stato difficile. Non ho mai pensato di aver perso il Mondiale ad Abu Dhabi, piuttosto a Valencia e a Silverstone, quando ho buttato 30 punti. L’anno scorso qui non eravamo competitivi». E quindi non c’è un filo di rimpianto, anche perché, comunque, meglio il 2010 del 2011: «Almeno siamo arrivati all’ultima corsa come leader in classifica. Quest’anno leader non lo siamo mai stati».
Ma soprattutto perché Alonso è convinto che sarà meglio il futuro, che significa domenica («L’obiettivo è il podio: in casa ho 72 trofei, almeno uno di tutti i posti in cui ho corso, tranne Abu Dhabi») e significa 2012. E qui si torna a Hamilton, che, tra penalità, incidenti, polemiche, ha avuto un anno peggiore del suo.
«Se il Barcellona o il Real Madrid hanno una stagione storta, restano comunque le squadre più forti. Ai prossimi test invernali l’unico che guarderò sarà Hamilton. Gli altri possono vincere il Mondiale se hanno la macchina migliore, Lewis è l’unico che può vincerlo anche se non ce l’ha». A parte lui stesso, ovviamente.
Anche Felipe Massa guarda ad Hamilton, ma in un altro modo. Dopo i cinque scontri in questa stagione insiste: «Io non ho problemi con lui, è Lewis che ha avuto problemi anche con altri piloti, forse è stato un pò aggressivo quest’anno». Hamilton, ieri, più che altro era in vena di malinconie. «Vedo il mio compagno Button: viene ai Gp con il papà, la fidanzata, gli amici. Gente che attorno a lui forma come una bolla felice. Anch’io l’ho avuta, ma l’ho persa». E si riferisce a papà Anthony (che non è più il suo manager) e alla fidanzata Nicole Scherzinger, con la quale ha appena rotto. Ma le ammissioni di colpa per Hamilton si fermano fuori dalla pista: «La punizione a Massa troppo severa? Non penso proprio…».