Un anno fa, alle 3;36 del mattino, una devastante scossa di terremoto cancellava per sempre la cittadina di Amatrice così come eravamo abituati a conoscerla e la stessa cosa avveniva nei paesi dei dintorni. La gente che scappava in strada e gridava e intanto tutto crollava, le case, le scuole, gli ospedali, i negozi, tutto si sgretolava, anche le certezze di chi in quelle terre bellissime aveva sempre vissuto.

Sono bastati pochi attimi e quella scossa micidiale di 6.0 gradi Richter ha distrutto Amatrice e i paesi dei dintorni e ha cancellato per sempre anche tante vite umane piene di sogni e speranze. Oggi, ad una anno esatto da quel tremendo sisma, Amatrice cerca faticosamente di riprendersi tra le lungaggini burocratiche e le casette che sembrano non arrivare mai e ha voluto ricordare le vittime con una solenne e toccante fiaccolata per le vie devastate di quelle che una volta era il centro storico.

La stragrande maggioranza delle macerie devono ancora essere rimosse e bisognerà attendere ancora molto tempo prima che possa iniziare la ricostruzione vera e propria.

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Il centro storico di Amatrice è silenzioso e buio e si sentono solo i passi dei tanti tecnici che stanno cercando di mettere in sicurezza gli edifici pericolanti.Alcuni abitanti vagano tra le macerie di quella che era la loro casa per tentare di recuperare qualcosa, un ricordo, un oggetto personale, qualcosa che ricordi come era la vita prima di quel maledetto 24 agosto.

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Solo gli uomini e le donne della Croce Rossa ormai percorrono le stradine del centro per aiutare chi ha bisogno e raggiungere le frazioni più isolate.

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La vita di Amatrice è stata divisa in due tra prima e dopo il sisma; gli amatriciani tenacemente stanno cercando di riprendersi la loro vita e stanno riaprendo le prime attività commerciali e i primi ristoranti, piccoli passi con un siginficato enorme.

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