Sono decenni, ormai, che la borsa è parte integrante della vita di una donna, diventando, nel tempo, un vero e proprio scrigno dei suoi affari, dei suoi amori, dei suoi impegni e  dei suoi segreti… fino a diventare protagonista, quest’anno, di una canzone di una giovane artista italiana.

Ma, come è facile immaginare, questo importantissimo accessorio non è sempre esistito e non ha sempre avuto tutta questa importanza. Da dove è nato, allora, il culto della borsa? Ecco un piccolo tour tra le borse firmate più importanti della storia.

Come per molte cose divenute, poi, estremamente utilizzate e necessarie, pare che la borsa sia stata inventata, nell’accezione che le diamo oggi, quasi per caso; come d’altro canto è successo con la Kelly, che prende il nome proprio dalla sua prima “modella inconsapevole”, Grace Kelly, che pare l’abbia utilizzata perchè, con quella sua forma trapezoidale, riusciva a nascondere il pancione di una gravidanza non ancora dichiarata ufficialmente.

L’ideatore era stato Hermès che, in seguito, ha forgiato un nuovo modello, sempre ispirato dal nome di un’attrice, stavolta francese: Jane Birkin.

La prima it-bag è stata sicuramente la Bagonghi, di Roberta Camerino: formato mini, da portare a mano e con quel tessuto in velluto, è stata per tantissimo tempo un simbolo delle nobildonne, tanto da conquistare il trono di un importante pezzo di storia Made in italy, ricercatissimo dalle amanti del vintage per lunghissimo tempo, anche a costo di girare le vetrine di tutto il mondo!

Negli anni 30 compare il bellissimo bauletto proposto da Louis Vitton, Speedy, che ha preceduto di poco l’intramontabile Neverfull, la shopping-bag più capiente (e falsificata) di tutti i tempi.

Per un altro marchio simbolo dell’alta moda bisogna aspettare gli anni 50: ecco piombare in vetrina Mademoiselle Chanel, che con il suo particolare cinturino intrecciato di pelle e catenella che ha incantato la borghesia di quegli anni, le ragazze degli anni 80 e le amanti del vintage, ancora oggi.

Gli anni passano e diventano, per noi, un passato recente: guardare una foto della Jackie di Gucci comincia a riportarci alla mente qualcosa di noto, di più vicino a noi. Anche questa bag prende il nome da una Very Important Woman, ma stavolta non si tratta di un’attrice bensì di una Firts lady! La sua fisionomia ci sa di dejavu anche perchè è stata ripresa per un’edizione limitata nel 2010, chiamata, appunto, New Jackie.

Nello stesso anno un’altra borsa, originaria degli anni 40, è stata riproposta in casa Gucci, la New Bamboo, riapparsa a Parigi (e solo lì) in occasione del restauro della storica boutique di Rue Royale.

Voliamo con la mente al 1997: Fendi propone la Baguette, chiamata così perchè, come il classico sfilatino francese, la sua forma ad astuccio permetteva di portarla sottobraccio. La casa romana ha anche sfornato la Peekaboo, reinventata nei nostri anni e sfoggiata anche negli outfit della cantante Adele, che ha partecipato, insieme ad altre 9 beniamine della moda, al suo riproponimento.

Gli ultimi anni sono decisamente dedicati alle shopping/hand/City-bag, con un ritorno alla semplicità e alla comodità, fatto però di caratteristiche speciali che rendono i modelli perfettamente distinguibili tra una casa e l’altra. Naturalmente, per chi proprio non sa rinunciare all’outfit chic, sono onnipresenti anche proposte di  minibag o borse d’altro stampo tempestate anche di cristalli o charm!

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