Fabrizio Corona ha presentato il suo docu-film dal titolo Metamorfosi.

Un titolo piuttosto emblematico della trasformazione da personaggio a uomo comune.

E’ la storia di quei momenti che hanno preceduto l’arresto, la detenzione e, poi, l’affidamento alla comunità Exodus di Don Mazzi.

Una vita fa, insomma. Si tratta di un docu-film che, come hanno spiegato i legali dell’ex re dei paparazzi, fa parte del percorso di riabilitazione di Fabrizio Corona.

Un progetto volto ad aiutarlo nella redenzione che lo sta accompagnando. E proprio Fabrizio, alle 19.30 di ieri sera, ha fatto la sua comparsa al Cinema Odeon di Milano, lì dove veniva proiettato il film in anteprima. Una presenza in pubblico riscoperta dopo tanti anni, scortato dagli agenti di sicurezza, grazie ad un permesso speciale che gli è stato concesso.

Ha assistito alla proiezione prima di prendere la parola e di proferire queste dichiarazioni toccanti: “Ringrazio il magistrato per l’opportunità che mi ha dato di essere qui, è già un privilegio.

Sono contentissimo di vedervi. L’unica cosa che posso dire è una frase di mia madre che si sente nel film, ovvero che io non potevo capire se non avessi prima provato un grandissimo dolore.

Oggi mi è stata data la possibilità per dimostrare a mio figlio che ce l’ho fatta e ce la posso fare”. Il pensiero vola, dunque, a Carlos, che gli sta dando la forza di cambiare.

Anche le parole del suo avvocato sono piuttosto significative: “Questa sua prima uscita pubblica avviene in un’ottica di riabilitazione e recupero. 

La metamorfosi di Fabrizio è ancora in corso: senza la detenzione e l’affidamento in prova il cambiamento non si sarebbe mai compiuto completamente. L’uomo che è adesso è diverso da quello che avete conosciuto. 

Questo è il suo lavoro, questi sono i suoi amici. La serata fa parte del processo di reinserimento nella società”. Oggi esce ufficialmente il film di Fabrizio Corona.

Il suo processo di recupero, però, entra in una fase decisiva, come testimoniano le immagini esclusive direttamente dalla comunità. Siamo pronti a scoprire il nuovo Fabrizio Corona.

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