Facebook non ha fretta nè di andare in Cina, dove non è presente ma non per sua scelta, nè di sbarcare in Borsa. E guarda con attenzione agli altri giganti del settore: la «più competitiva» Google, Amazon e Apple. Lo afferma Mark Zuckerberg, l’amministratore delegato di Facebook, in un’intervista alla Pbs, sottolineando di aver aver ricevuto consigli da Steve Jobs su come orientare la società e su come scegliere la squadra migliore per guidarla. L’initial public offering è importante – ammette Zuckerberg – perchè consente di creare valore per dipendenti e investitori. Ma nessuna data al momento è stata fissata, anche se secondo indiscrezioni uno sbarco in Borsa di facebook potrebbe avvenire nel 2012. «Abbiamo fatto in questo senso una promessa implicita ai dipendenti e agli investitori ma non è una promessa a breve termine: verrà un momento in cui lo faremo e loro potranno cedere i loro titoli e guadagnare. Non è una cosa a cui penso molto in questo momento». Zuckerberg non ha fretta neanche di sbarcare in Cina. «C’è talmente tanto spazio per svilupparsi in altri paesi e questa (la Cina, ndr) non è la prima cosa che ci preoccupa» evidenzia Zuckerberg, che nelle ultime ore è tornato nella ‘suà Harvard per arruolare talenti: si è trattata della prima visita da quando ha lasciato Harvard nel 2004. Sheryl Sandberg, responsabile per la ricerca di Facebook, precisa: «se la nostra missione è quella di connettere il mondo non possiamo farlo senza la Cina» e l’assenza di Facebook dal mercato cinese «non è una nostra scelta. È una scelta del governo: non siamo noi a non essere disponibili, il governo ha deciso che noi non dobbiamo essere disponibili». Facebook intrattiene rapporti con le sue principali concorrenti. «C’è molta concorrenza – mette in evidenza Zuckerberg -, non ritengo che siamo in una situazione in cui un’azienda vinca su tutti. Google in un certo senso è la più competitiva ma anche Amazon e Apple sono allineate». Google sta sfidando Facebook nel social network e ha lanciato Google+, che ha 40 milioni di utilizzatori contro gli 800 milioni di Facebook.

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