L’America da sempre è il paese delle contraddizioni, da una parte esiste un sistema sanitario completamente privato che costringe le persone a stipulare polizze costosissime, dall’altra è sempre in prima linea nella scoperta di nuove cure per le malattie.

Ogni anno vengono investite importanti somme di denaro per fare in modo che la ricerca possa progredire più velocemente, sembra proprio questa essere una delle caratteristiche che più di tutte contraddistinguono gli Stati Uniti. Rendere veloce e snello quello che rallenta troppo approvando magari leggi che vanno in quella direzione.

Ora un disegno di legge sembra proprio voler fare questo, approvato dalla maggioranza nella Camera dei Rappresentanti oggi. La norma va nella precisa direzione di rendere più veloce l’iter per fare nuove scoperte nell’ambito medico e nelle cure mediche.

La norma però ha suscitato grandi perplessità da parte di molte persone, spingere troppo nella ricerca senza avere opportune garanzie potrebbe rendere queste cure non sicure per il paziente.

La legge apre un fronte notevole in termini di etica e di cure mediche, certo la priorità è sempre la cura e la guarigione di un paziente da determinate patologie. Spingere però sulla ricerca abbassando quegli standard di sicurezza che rendono la sperimentazione clinica sicura.

I trial medici e la loro relativa sperimentazione su campioni di pazienti scelti secondo determinate caratteristiche, da sempre richiedono anni.

Questo serve a testare gli effetti collaterali un farmaco per capire quanto realmente sia efficace, poi c’è una seconda parte in questo tipo di sperimentazione, quella su larga scala per capire quali effetti collaterali si possano produrre.

Scegliere invece di spingere in maniera frettolosa su un farmaco, passando dalla sperimentazione direttamente alla produzione di massa di farmaci.

Quali possono essere i rischi per pazienti che non sono stati sottoposti alla sperimentazione clinica? Quali i possibili effetti collaterali non conosciuti su soggetti esterni ai trial medici.

Mentre una parte della politica americana riconosce il problema, un’altra sembra voler solo sovvenzionare la ricerca medica senza preoccuparsi delle possibili conseguenze.

 

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