Sappiamo tutti quanto sia difficile realizzare i propri sogni e realizzarsi. La parola “futuro” fa paura e tiene i giovani sospesi, sospesi tra il voler fare ed il non poter fare.
Vi proponiamo un’intervista ad una giovane compagnia teatrale “Identità sospese”, impegnate nello spettacolo NON TI PAGO di Eduardo De Filippo, lo spettacolo avrà luogo il 26 maggio al teatro Salvo D’acquisto (NA).

Chi sono le “identità sospese”?

Siamo un gruppo di ragazzi, precisamente dodici, uniti dalla passione per il teatro. Le “Identità Sospese” nascono nel novembre 2013, ma l’idea risale al marzo del 2013, durante uno dei caffè pomeridiani che Alessandro e Maura, i futuri capocomici, erano soliti prendere. Prediligiamo un genere umoristico, da intendere alla Pirandello, e dialettale. Ufficialmente siamo una compagnia amatoriale ma proviamo con tutte le nostre forze a lavorare come dei professionisti.

Com’è nata la vostra passione per il teatro?

Alessandro: ” ricordo ancora che da piccolo, durante ora di pranzo, con mio nonno guardavo i film di Totò o di Troisi.Conosco quasi tutte le commedie del maestro (Eduardo), ed ogni sera guardo una sua commedia. Provo ad ampliare sempre più la mia conoscenza teatrale, leggendo o guardando commedie.

Maura : ” sono cresciuta in una famiglia amante del teatro. Da quando ho cominciato a parlare, io e i miei fratelli organizzavamo insieme alle mie cugine brevi spettacolini. Penso che la mia passione per il teatro, e in particolare per il teatro napoletano, me l’abbia trasmessa mio padre, amante di Totò, che durante ogni pasto trovava occasione di citare battute e gag varie. Come me e Alessandro, anche lui da giovane gestiva e recitava in una compagnia teatrale, portando in scena testi di Eduardo”.

Non ti pago, perché questa commedia?

Dopo aver portato in scena una commedia di Salemme, volevamo cimentarci con un testo più complesso. Eduardo rappresenta per noi una sfida ed un salto di qualità per la nostra crescita. “Non ti pago” ci sembrava il testo più adatto ed accessibile per un primo approccio ad un’opera Eduardiana, in quanto presenta un giusto connubio di dramma e comicità.

Progetti per il futuro?

Vogliamo crescere sempre più per fare quel definitivo salto di qualità che ci permetta di diventare una compagnia professionista, affrontando testi importanti e cimentandoci in sfide sempre più complesse sia dal punto di vista attoriale che registico.

Cosa consigliereste ai giovani “sospesi” della vostra generazione, siamo davvero giunti nell’era del non futuro?

Noi non crediamo che i giovani di oggi siano “sospesi”. Crediamo piuttosto che molti di loro debbano trovare il coraggio di seguire le proprie passioni e non lasciarsi scoraggiare da una situazione critica italiana, europea e mondiale.

Coraggio, questa è la parola chiave del futuro secondo questi giovani attori, mai come in quest’era il famoso detto “volere è potere” sembra essere più attuale e vero che mai.
Ringraziamo le ”identità sospese” ed auguriamo loro un grosso in bocca al lupo.

 

 

 

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