La storia di crudele ignoranza della compravendita del bambino rumeno a Messina, somiglia un po a quelle storie di Camilleri da brigate di quartiere. I coniugi Nibali di Messina, che hanno provato a raggirare la legge sulle adozioni portando avanti la storia di una finta gravidanza per potere acquistare un bambino rumeno ha davvero contorni romanzeschi.

La coppia messinese formata da due cugini temeva fortemente che da una loro unione potesse nascere un figlio figlio disabile, dopo la prima gravidanza che aveva donato loro una figlia disabile. Cosi hanno deciso di inscenare la gravidanza per giustificare agli occhi della collettività la loro pretesa di avere un figlio che in realtà sarebbe dovuto appartenere ad un’altra donna.

Ma la trattativa per acquistare il bambino è andata a monte e quindi i coniugi si sono trovati costretti ad inscenare un finto funerale che avrebbe a sua volta giustificato il mancato frutto della loro gravidanza. Nell’intento dei coniugi Nibali di Messina, c’era anche un tentativo di  corruzione di pubblici ufficiali per poter conseguire le certificazioni dello stato civile per il figlio mai nato.

Attraverso i loro contatti in Romania avevano deciso di pagare un acconto di 30 mila euro per ottenere l’agognato bambino, ma la donna che avrebbe dovuto portare il bambino ai coniugi Nibali è stata fermata al momento dello sbarco in Italia e cosi l’affare è andato in fumo. Il groviglio di complici e di funzionari corrotti ha prodotto il risultato di 7 arresti.

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