Più di 60 mila persone in Italia, ogni anno, perdono la vita per arresto cardiaco.

Eppure basterebbero pochi accorgimenti saggi per ridurre il tasso di mortalità derivante dal blocco delle funzioni della  “pompa di sangue”.Sarebbe necessario avere contezza sulle manovre opportune da adottare per effettuare una rianimazione cardiopolmonare (compressioni toraciche o massaggio cardiaco), e avere sempre a disposizione i defibrillatori (strumenti in grado di riattivare elettricamente il battito cardiaco) distribuendoli in tutti i luoghi aperti al pubblico.

Un corto circuito all’interno del sistema elettrico di pompaggio del cuore può essere causato da una malformazione, da una occlusione coronarica o da un infarto. Fondamentale per salvare una persona vittima di arresto cardiaco è intervenire tempestivamente.

Ogni anno sono circa 10 mila i casi di arresti cardiaci che avvengono in luoghi aperti al pubblico mentre più di 100 l’anno in Italia, gli arresti cardiaci avvengono durante le attività sportive. Dotare le piazze, le scuole, gli uffici e le strutture sportive, di defibrillatori può aiutare a rendere meno grave il tragico bollettino di guerra dei decessi per arresto cardiaco.

Imparare a sapere effettuare le compressioni toraciche è senz’altro una componente necessaria per salvare la vita ad un infartuato e contribuire decisamente alla riduzione del tasso di mortalità per decessi improvvisi da arresto cardiaco.

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