La sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco dell’adeguamento al costo della vita delle pensioni, costerà oltre 5 miliardi di euro alle casse dello Stato. La restituzione ai pensionati di quanto dovuto è oggetto di una disputa tra sindacati e governo.

Il ministro Padoan ha garantito che non occorrerà una ulteriore manovra aggiuntiva per ottemperare agli obblighi derivanti dalla sentenza della Corte Costituzionale, ma il sottogreterario all’economia, Zanetti, ha rilasciato una dichiarazione di intenti del governo volta ad operare un “distinguo” sui soggetti che beneficeranno del risarcimento.

“Escludo che sia possibile restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse”. Ma in serata le precisazioni giunte da Palazzo Chigi hanno gettato acqua sul fuoco delle polemiche, chiarendo che la posizione di Padoan è l’unica che riflette le internzioni dell’esecutivo:

“Le indiscrezioni e ricostruzioni riportate da alcuni organi di informazione non riflettono,  gli orientamenti dell’Esecutivo”, dando credito solo alla versione caldeggiata dal ministro Padoan, che avrebbe garantito soluzione ad impatto minimo sui conti pubblici per ottemperare alle decisioni della Consulta.

Alcuni giuristi ieri hanno spiegato che la sentenza sarà autoapplicativa e che non servirà un ricorso da parte dei singoli pensionati per vedersi restituire il “maltolto” derivante dal blocco dell’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Anche se, avrebbero chiarito, un ricorso potrebbe essere un utile strumento per sollecitare il rimborso preteso.

 

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