Finalmente una buona notizia dal Nepal. Una luce nel buio provocato dal devastante terremoto che ha colpito il Paese asiatico appena cinque giorni fa. Un ragazzo di 15 anni è stato, infatti, messo in salvo ed è riuscito a sopravvivere per cinque giorni sotto le macerie. È stato trovato tra i resti di un palazzo di 7 piani a Kathmandu e per tirarlo fuori gli uomini del soccorso nepalese hanno dovuto lavorare tutta la notte. Appena estratto è scoppiato un fragoroso applauso.

Il ragazzo, che era rimasto intrappolato tra due piani crollati, è stato portato via in barella, con il viso coperto di polvere. Le ricerche , intanto, proseguono senza sosta tra gli edifici distrutti. Il Centro nazionale operazioni di emergenza (Neoc) nepalese ha, inoltre, reso noto in un tweet che due donne sono state estratte vive dalle macerie a Dadhikot, quartiere di Kathmandu, e Bhaktapur, località vicina alla capitale.

L’altro ieri era toccato ad un altro uomo essere salvato, dopo ben 82 ore passate sotto le macerie. Anche due giovani ed un neonato sono stati estratti vivi. Il bimbo, di quattro mesi, è stato trovato vivo sotto le macerie della sua abitazione crollata a Bhaktapur, una delle città storiche della valle di Kathmandu. Il piccolo è stato ricoverato in ospedale con diverse ferite, ma è fuori pericolo.

Intanto, il bilancio si fa sempre più tragico a distanza di tempo: oltre 5.300 morti e 8.000 feriti accertati, ma all’appello manca ancora qualcuno, situato nelle zone più impervie e difficili da raggiungere. La Farnesina comunica che gli italiani ancora da rintracciare sono 3. I primi italiani bloccati in Nepal dal sisma stanno rientrando in Italia da Kathmandu con voli commerciali reperiti e messi a disposizione dall’Unità di crisi della Farnesina. Dagli Usa, il presidente Barack Obama ha telefonato al premier nepalese, Sushil Koirala, per porgere le condoglianze a nome del proprio Paese e per promettere aiuti alla nazione. Questo quanto riferito dal portavoce Josh Earnest: “Il presidente ha promesso che gli Stati Uniti faranno tutto il possibile per aiutare il popolo del Nepal in questo momento di difficoltà”.

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