La catastrofe in Nepal non accenna a placarsi nelle sue proporzioni. Si aggrava, infatti, il bilancio relativo alle vittime del devastante terremoto che ha messo in ginocchio il Paese negli scorsi giorni. Oltre 4000 i morti accertati e 7600 i feriti. Purtroppo, non è finita qui. Lo ha reso noto la polizia nella capitale Kathmandu. I dati, però, vengono ulteriormente aggiornati dal primo ministro nepalese Sushil Koirala. Il premier fa un annuncio choc, attraverso questi termini: “Il numero dei morti potrebbe salire a 10mila. Ci sono problemi logistici nei soccorsi”.

Per l’Onu sono 8 milioni per le persone colpite del sisma e di queste almeno 1 milioni sono a corto di cibo e senza tetto. Lo stesso Koirala ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché fornisca tende, medicine ed assistenza sanitaria per la cura e la riabilitazione delle vittime del sisma.

L’intervento dei soccorsi finora è stato, a suo dire, inefficace. Continua, intanto, il lavoro della Farnesina per tracciare il destino degli italiani in Nepal. Tra ieri notte e stamattina sono stati individuati 18 italiani, mentre in 40 risultano ancora irreperibili. Lo ha annunciato il responsabile dell’unità di crisi Claudio Taffuri in diretta su Radio anch’io.

Taffuri ha sottolineato, inoltre, le difficoltà nelle comunicazioni in questo tragico momento in Nepal“Se gli italiani ancora non rispondono alle nostre chiamate può significare che semplicemente non hanno modo di mettersi in contatto e sarà necessario ancora del tempo. Abbiamo individuato 340 connazionali sani e salvi, tra alpinisti e turisti.

Un aereo con un primo nucleo di connazionali a bordo potrebbe rientrare già questa notte o al massimo domani mattina, poi un secondo aereo porterà degli aiuti, sarà più capiente e riporterà il resto dei connazionali, che non sono tutti a Kathmandu e debbono avere il tempo di raggiungere la capitale. I tempi e le modalità dipendono dalla fruibilità e dal traffico dell’aeroporto di Lukla e Kathmandu“. Un’apocalisse in piena regola.

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