L’uccisione del cooperante siciliano, il trentanovenne Giovanni  Lo Porto, ha riproposto agli onori della cronaca l’attività umanitaria dei cooperanti, illustri sconosciuti, col coraggio di andare in quei posti del mondo dai quali la gente fugge per una guerra o per un cataclisma, a portare un sostegno materiale o morale.

Formiche di solidarietà che operano nell’ombra. Il quotidiano “La Sicilia” in prima pagina ha voluto svelare il volto di uno dei tanti giovani schierati in prima linea, che hanno scelto come professione quella di donarsi al poprio fratello in difficoltà. La storia di Andrea Caschetto, 25 anni appena compiuti, con un master in cooperazione internazionale conseguito alla “Cattolica”, è costellata di viaggi negli orfanotrofi di quelle terre dove fame, carestia e orrende mutilazioni sono normali condizioni di vita. India, Cambogia, Sri Lanka, Costa Rica e Nicaragua sono solo alcuni dei paesi che il cooperante giramondo ha attraversato nel proprio itinerario umanitario.

“Sono il primo nella storia a fare questo tipo di viaggio, ma agli italiani non interessa – dichiara Caschetto al quotidiano – se fossi un tronista di uomini e donne sarei molto più seguito”. Aiutare i bambini degli orfanotrofi a ridere e giocare per regalare loro un sorriso, è il pane quotidiano della vita che  Andrea Caschetto si è scelto di vivere: “Gioco con loro per addolcire la loro vita già stremata da sofferenze enormi.

Tutti coloro che si sentono giù e hanno voglia di vivere la vita con la mentalità di un bambino hanno due possibilità: o mi raggiungono o abbassano la testa, ma non per sottomettersi a qualcuno bensì per vedere come dal basso ci sono anche da noi tanti bambini che alzano la manina perchè vogliono una cosa: il nostro affetto”. La missione di questo Patch Adams moderno è anche quella di denunciare soprusi, violenze e le strutture che non funzionano, ma soprattutto diventare “cacciatore di pedofili”. “La pedofilia è un omicidio letale il più brutto in assoluto – spiega Caschetto – e io mi occupo di spiegare questa cosa orrenda a persone in posti dove nemmeno sanno cosa sia e che esista”.

Nel dicembre 2014 era in Thailandia dove conobbe una ragazza, la quale dopo avergli fatto una proposta “indecente”, al rifiuto di Andrea gli disse: “Non sei un vero italiano, i veri italiani vengono qui per fare buki – buki…”. E i protettori della prostituta, intuendo la volontà di Caschetto di voler redimere la ragazza, lo minacciarono di morte, invitandolo a lasciare la Thailandia.

La nostalgia di casa a volte lo sorprende, ma è molto più grande il proprio desiderio di proseguire il suo percorso umanitario. “Non mi ritengo un volontario, odio questa parola. Sono solo uno che fa del bene a se stesso”. Un giorno troverà anche il tempo per tornare ad abbracciare amici e parenti in Sicilia, la lontana terra natale. “Adoro il mare di Sampieri. Ho avuto anche la fortuna di fare il bagno nell’Oceano Indiano, ma sogno il litorale ragusano, non vedo l’ora di fare un tuffo lì”.

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