E’ un luogo comune quello di credere che il contenuto di calcio del latte di mucca lo renda un cibo essenziale per prevenire il problema della ossa fragili, specie nei bambini.

Il problema è che, anche se il latte può essere un modo efficiente per incamerare calcio dal cibo, ha anche molti svantaggi, in particolare un contenuto di grassi saturi molto alto. Non tutti sanno che quasi tutto il latte di mucca ha 59 ormoni attivi, allergeni in gran quantità, grasso e colesterolo non sempre metabolizzabile dall’organismo umano. Senza contare il fatto che la maggior parte del latte di mucca contiene, anche se in quantità minime, erbicidi, insetticidi e diossina fino a 2.200 volte il livello di guardia.

Uno dei 59 ormoni è un potente ormone della crescita (IGF-1) paragonabile ad una cellula di combustibile per qualsiasi cancro. Il latte di solito subisce il processo di pastorizzazione per più volte. Le mucche secondo il ciclo industriale del latte, rende 60 lt di latte al giorno, quando di norma ne dovrebbe produrre solo al massimo 15-20 al giorno per soddisfare il proprio vitello, ciò significa che e’ pompata per produrre 3 volte il necessario. Per questo vengono somministrati ormoni per aumentare la produzione secondo le esigenze industriali. Come un usuraio, il latte presta un po’ di calcio, ma, alla fine, ne consuma più di quello che dà.

 Le proteine del latte, che si sommano a quelle provenienti da carne e pesce, costringono l’organismo a sottrarre calcio all’osso per poter provvedere al loro smaltimento. Infatti, la salute dell’osso dipende molto più da quei fattori che impediscono le perdite di calcio dall’organismo che dalla semplice quantità di calcio assunta. Quindi consumare più latte può, paradossalmente, aumentare il rischio di fratture. Solo il latte umano rappresenta dunque una necessità per il nascituro, ed è l’unica forma alimentare nella quale il consumo di latte è salutare.

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