A dieci anni dall’approvazione della Legge Sirchia (che sancì il divieto di fumo in spazi pubblici e luoghi di lavoro), che cosituì il più grande giro di vite nella lotta contro il tabagismo, torna al centro del dibattito la caccia ai fumatori.

Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, starebbe studiando un nuovo piano di provvedimenti per restringere il “campo d’azione” ai fumatori incalliti e intanto nel 2016  entreranno in commercio  i prototipi dei nuovi pacchetti di sigarette per ordine dell’Europa  e che conterranno fotografie di bocche sdentate, trachee recise e molte altre immagini raccapriccianti che compariranno  sulle confezioni.

Metodi molto più crudi dei messaggi testuali sui danni provocati dal fumo per provocare uno shock visivo e disincentivare i fumatori a proseguire nell’esercizio “quotidiano” del proprio vizio. Ma intanto la macchina del “soccorso politico” alle grandi multinazionali del fumo,  da parte delle lobby parlamentari è già entrata in azione. Al vaglio delle squadre politiche pro fumo deroghe per “garantire alle aziende del settore i tempi necessari per adeguare gli impianti produttivi alle nuove disposizioni” e provvediementi che consentirebbero “la vendita al consumatore finale dei prodotti non conformi alla nuova direttiva, fabbricati ed etichettati prima del 20 maggio 2016″.

Tutti piani per aggirare l’obbligo dopo il 2016 di mettere in commercio le nuove confezioni create appositamente per disincentivare il tabagismo. Una azione di killeraggio politico a favore delle grandi aziende mondiali del tabacco che fa il paio con l’adozione di una tassa “monstre” che azzoppò la vendita delle e-cig, le sigarette elettroniche, per scoraggiarne l’utilizzo.

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